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Firenze è attraversata dall'Arno e si estende in parte sui colli che la lambiscono da nord, est e sud.
Non risultano fondate le presunte origini etrusche della città, mentre è certo fosse municipio romano col nome di Florentia (59 a.C.) per alcuni ad opera di Silla, per altri, cosa più probabile, ad opera di Cesare a compenso dei sui veterani. Caposaldo bizantino durante la guerra greco-gotica (535-53), poi parte della Tuscia longobarda; dal sec. IX fu retta dai marchesi di Toscana, nonostante la presenza di un conte imperiale. La costituzione del comune (sec. XII) segnò la rapida evoluzione economica e politica della città e dopo varie altanelanti situazioni e decimata dalla pestilenza e dalla carestia (1347-48), decadde.
Il XV secolo vide la città assurgere al ruolo di guida indiscussa dello sviluppo della civiltà non solo artistica, un ruolo anticipato da geniali artisti quali Dante e Giotto e consacrato da uno stuolo di architetti, pittori e scultori quali: Filippo Brunelleschi, Leon Battista Alberti, Michelozzo da Masaccio, Paolo Uccello, Sandro Botticelli, Benozzo Gozzoli, Donatello, Lorenzo Ghiberti, Luca della Robbia e Michelangelo. Tanti illustri personaggi da non averne riscontro in nessun'altra città. Ma fu anche, il XV, il secolo in cui gli ordinamenti comunali dovettero lasciare il posto alla signoria dei Medici, che nel Cinquecento, superati i due tumultuosi periodi di ripristino della repubblica (1494-1512 e 1527-1530), portò Firenze all'annessione dello stato senese nel 1557 e, nel 1569, al rango di capitale del Granducato di Toscana.
Estintasi nel 1737 la dinastia medicea e passato il granducato ai Lorena, ad acquisire speciali meriti tra gli esponenti della nuova casata, fu Pietro Leopoldo (1765-1790), con un'intensa azione riformatrice in campo economico, civile, culturale. Gli ultimi granduchi furono Ferdinando III, cui il Congresso di Vienna restituì nel 1815 il potere strappatogli da Napoleone, e Leopoldo II, che una gran dimostrazione popolare dei fiorentini il 27 aprile 1859 costrinse all'abdicazione.
Capitale d'Italia dal 1865 al 1870. Firenze fu protagonista degli eventi drammatici dell'agosto 1944 durante la liberazione della città dalle forze nazifasciste e del novembre 1966 quando, per salvare i suoi tesori artistici e culturali devastati da una rovinosa alluvione dell'Arno, si prodigarono migliaia di giovani, soprannominati "angeli del fango", accorsi da ogni parte del mondo.

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Itinerari Culturali
Il centro storico è come l’ ha voluto Filippo Brunelleschi: ordine, prospettiva, equilibrio e armonia fa’ di Firenze una città con un ruolo di levatura internazionale; delimitato dai cosiddetti "viali" (sul tracciato delle mura medievali demolite nel 1865-1869), include quasi tutti i più importanti beni culturali di Firenze. Il centralissimo Duomo, affiancato dal Campanile di Giotto alto m. 84,70 con una scala interna formata da 414 gradini, l’opera fu portata a termine da Andrea Pisano dal 1334 al 1337, di fronte si trova il battistero di San Giovanni (XI - XII sec. ca.). Seguono nella parte nord-orientale: il Palazzo Medici-Riccardi, di Michelozzo (realizzato a partire dal 1444), con cappella interna affrescata da Benozzo Gozzoli (1459-1460); la basilica di San Lorenzo di Filippo Brunelleschi (1442-1446), che gli interventi di Donatello (Sagrestia Vecchia) e Michelangelo (Sagrestia Nuova) fecero ancor più bella e preziosa; il Museo di San Marco, con capolavori del Beato Angelico, il quale visse, tra il 1438 e il 1446, nel convento omonimo con il nome di fra Giovanni da Fiesole; la Galleria dell'Accademia che accoglie, tra gli altri lavori, anche il celebre David (1501-1504); e l'armoniosa piazza rinascimentale della Santissima Annunziata, ridefinita nelle linee urbanistiche da Brunelleschi.

Palazzo Vecchio - della Signoria. La centralità politico-culturale di piazza della Signoria è affermata dal Palazzo Vecchio con la sua torre alta 94 metri, il quale fu concepito all’inizio come palazzo del popolo, fu costruito tra il 1299 e il 1307 come residenza per i nove magistrati eletti e praticamente "sequestrati" per i due mesi del loro mandato. Dal nome di questi signori, venne il nome di Palazzo della Signoria, poi sotto i Medici (1540 al 1565) divenne Palazzo Ducale. Abbandonata questa residenza per Palazzo Pitti, divenne allora Palazzo Vecchio che ospitò il Parlamento italiano negli anni di Firenze capitale e dal 1872 è sede del municipio. Nella stessa piazza si trovano: la Fontana del Nettuno dello scultore Ammannati e di fronte alla quale, nel 1498, venne arso Girolamo Savonarola; e la copia del "David" di Michelangelo. Nelle vicinanze si potrà visitare la famosa Galleria degli Uffizi e in prossimità della quale si trovano il Palazzo del Bargello e la trecentesca basilica di Santa Croce, pantheon di uomini illustri, con l'adiacente Cappella Pazzi di Brunelleschi. L'Oltrarno, cui si arriva per il Ponte Vecchio (XIV sec.), vanta il grande complesso museale del quattrocentesco Palazzo Pitti (con capolavori di Cimabue, Filippo Lippi, Giovanni Bellini, Giorgione, Raffaello, Tiziano, Veronese, Gian Lorenzo Bernini, Antonio Canova); sempre in Oltrarno si segnalano la chiesa rinascimentale di Santo Spirito (F. Brunelleschi) e la chiesa del Carmine rifatta nel 1771, con affreschi di Masolino, Masaccio e Filippo Lippi. Nella zona nord-ovest sorgono il Palazzo Strozzi (1489 - 1504) e Santa Maria Novella, con facciata trecentesca che nel 1458 Leon Battista Alberti riconfigurò nel gusto rinascimentale. Da citare, sulla collina a sud-est, il piazzale Michelangelo, che offre il più classico panorama della città, e San Miniato al Monte, tra le prime espressioni (fu iniziata nel 1018) del romanico in Toscana.

Anche il turismo ha il suo primario campo d'azione nel nucleo storico, concentrazione di opere d'arte con pochi rivali al mondo e area urbana tra le più visitate dagli italiani come dagli stranieri affascinati dall’atmosfera che sprigionano le sue strade e le sue piazze animate da una vitalità che è pure tra i caratteri principali della città. Da visitare anche le colline intorno con il magnifico parco di Boboli e le ville medicee di Poggio a Caiano e della Pietraia.

Il Corridoio vasariano fu costruito per unire Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti per le nozze di Francesco, figlio di Cosimo I, con Giovanna d’Austria nel 1565. Lungo 400 metri, attraversa l’Arno sopra il Ponte Vecchio e arriva nel giardino di Boboli, presso la grotta del Buontalenti. Fino al 1868 serviva solo alla famiglia regnante; oggi custodisce moltissime opere d’arte.

Ponte Vecchio. È situato sul punto più stretto dell’Arno, fu terminato di costruire nel 1345. Le botteghe furono prima dei conciatori e poi dei macellai, ma l’arciduca Ferdinando, considerando tale attività poco gloriosa, le trasformò in botteghe di orafi che gli assicurarono una rendita più cospicua.

Palazzo Pitti: Questo regio e imponente palazzo fu incominciato nel 1440, a spese di M. Luca Pitti, ricchissimo fiorentino, su disegno di Filippo Brunelleschi. Dopo la morte del grande artista, l’opera fu diretta da Leon Battista Alberti e continuata poi da Ammannati. I suoi discendenti, in rovina, lo vendettero alla moglie di Cosimo I. Oggi è sede di diversi musei tra i quali la Galleria Palatina. Alle sue spalle vi si trova il bel giardino di Boboli.

Duomo di Santa Maria del Fiore. È uno dei maggiori complessi monumentali in Italia, in cui si trovano riuniti i contributi dei più celebri artisti del Medioevo e del Rinascimento e non è soltanto, come fu scritto, "il più bello e onorevole tempio della Toscana", ma uno dei più belli d'Italia e del mondo.duomo_partic.jpg (17851 byte)

Correva l'anno 1296 quando venne intrapresa la costruzione della cattedrale di Santa Maria del Fiore, in sostituzione dell'antica cattedrale di Santa Reparata. Il progetto risultato vincitore del concorso indetto per Santa Maria del Fiore fu quello di Arnolfo di Cambio, scultore e architetto.
La chiesa a tre navate costituisce il punto di incontro tra romanico fiorentino e gotico francese, di cui Arnolfo era venuto a conoscenza tra i primi in Italia. Con la morte del progettista, i lavori della chiesa rallentarono, per riprendere con rinnovato vigore nel 1334, allorché Giotto venne nominato capomastro. 
Il contributo di Giotto si concentrò particolarmente sul campanile, di poco discosto dalla facciata principale del Duomo e costituito da un volume a base quadrata di grande linearità, decorato - come il resto della chiesa - con marmi policromi bianchi, rossi e verdi. Nella direzione dei lavori seguirono poi, dopo la morte di Giotto nel 1337, Andrea Pisano e Francesco Talenti.
Nel 1365 furono terminati il coro e il transetto, nel 1378 la navata centrale, nel 1380 furono ultimate le navate laterali, mentre nel 1421 vennero erette le tribune. L'anno 1421 segnò un momento decisivo per la cattedrale, poiché coincise con l'incarico assegnato a Filippo Brunelleschi per realizzare la grande cupola, unico elemento ancora lasciato incompiuto della chiesa. La difficoltà nel coprire una superficie tanto vasta era stata ritenuta insormontabile da numerosi architetti; ma Brunelleschi, che ben conosceva la cupola del Pantheon, vivente testimonianza delle capacità tecniche dell'ars aedificandi romana, studiò e risolse il problema costruttivo coniugandolo con un linguaggio gotico. Realizzò una cupola a base ottagonale, divisa in vele triangolari, inarcate su costoloni di marmo bianco. Il disegno per l'elegante lanterna, che sormonta la sommità della cupola, eseguito dallo stesso Brunelleschi, venne messo in opera nel 1462 da Giuliano da Maiano.
La consacrazione della chiesa ebbe luogo nel 1436. Tra i capolavori conservati al suo interno si ricordano le sculture di Donatello, i mosaici di Domenico e Davide Ghirlandaio, le vetrate di Lorenzo Ghiberti e i monumenti equestri di Niccolò da Tolentino e di Giovanni Acuto, affrescati rispettivamente da Andrea del Castagno e Paolo Uccello. Gli ultimi lavori realizzati riguardano il rivestimento della facciata ovest, eseguiti soltanto tra il 1875 e il 1887, su disegno eclettico.
La cattedrale è fronteggiata dal battistero di San Giovanni, con il quale costituisce un unico complesso. Iniziato forse nel V secolo come chiesa e convertito in battistero a metà dell'XI secolo, è impostato su una pianta ottagonale e costituisce uno dei vertici dell'interpretazione fiorentina delle forme romaniche. Di straordinario valore artistico sono le porte bronzee, quella ad est è detta "Porta del Paradiso", eseguite da Lorenzo Ghiberti e Andrea Pisano rappresentanti l'una, "Episodi della vita di Cristo" (1403-1424) e l'altra "Storie dell'Antico Testamento" (1424-1452).

Palazzo Strozzi: fatto costruito da Filippo di Matteo Strozzi si impone per il vigore monumentale della costruzione, imponente e visibile da ogni angolo.

Orsanmichele. L’erezione della loggia, destinata a mercato delle granaglie, fu iniziata nel 1284 nel luogo ove sorgeva, in mezzo ad un orto, la chiesa di S. Michele Arcangelo. Elevata con la costruzione di piani superiori, la loggia fu trasformata in chiesa nel 1381. Nei tre secoli successivi le arti finanziarono l’esecuzione delle statue che oggi si possono ammirare ad est dell’edificio.

Uffizi: il grande edificio eretto da Giorgio Vasari per volontà di Cosimo I de’ Medici, dà il nome al piazzale e alla famosa pinacoteca fiorentina. Fu costruito per riunire gli uffici delle magistrature civili, giudiziarie e finanziarie. Dopo la morte di Cosimo I, il figlio Francesco utilizzò la parte superiore per conservarvi le preziose collezioni d’arte appartenenti alla famiglia. Attualmente, la galleria degli Uffizi, è una delle più importanti pinacoteche d’Italia e del mondo.

Forte di Belvedere: Fu detta Fortezza di Santa Maria in Belvedere; il Duca d’Atene ordinò il disegno ad Andrea Pisano ma, dopo la cacciata del duca, il progetto fu abbandonato. Il granduca Ferdinando la fece edificare dal Buontalenti nel 1590, per fortificare la città e difendere il sottostante Palazzo Reale.

Chiesa di San Frediano in Cestello: Occupa l’area dell’antico monastero delle Carmelitane di S. Maria degli Angeli e S. Maria Maddalena de’ Pazzi. La chiesa fu ricostruita dalle fondamenta (1680-1689) dall’architetto Antonio Ferri.

Chiesa di Santa Maria del Carmine: Non si conoscono i nomi degli architetti di questa prima chiesa voluta da Cione di Tifa di Rinieri Vernacci, bruciata quasi interamente nel 1771. Da tale incendio furono risparmiate la facciata e la Cappella Brancacci che contiene dei veri capolavori tra cui gli affreschi di Masaccio e di Masolino. La nuova chiesa fu edificata secondo un disegno di Giuseppe Ruggeri.

Chiesa e convento di Santo Spirito: La primitiva chiesa, arsa e distrutta nel 1471 da un incendio, fu ricostruita secondo il progetto e modello che lasciò Filippo Brunelleschi, modificati nel corso della costruzione degli architetti che seguirono i lavori. L’interno del tempio contiene 36 cappelle.

Chiesa dei Frati Minori di Firenze della Santa Croce: È una delle più insigni chiese francescane d’Italia, tra i capolavori dell’architettura gotica e famosa per essere il pantheon delle glorie italiane. La facciata, a marmi policromi, fu realizzata nell’ottocento così come il campanile mentre il resto della chiesa fu progettata nel 1294 su disegno di Arnolfo di Cambio. L’interno, grandioso e semplice è a tre navate, lungo le pareti si trovano le tombe di personaggi insigni come Michelangelo, Machiavelli, Galileo, Dante, Rossini, Foscolo e Alfieri. Da un portale si accede all’antico chiostro compiuto nel 1453 probabilmente con il concorso di Bernardo Rossellino. Nel refettorio, oggi museo dell’opera di Santa Croce, si può ammirare il grande affresco di Taddeo Gaddi con l’Albero della croce, Storie di Santi e Ultima Cena. Su un lato del chiostro si trova la Cappella de’ Pazzi.

Santa Maria Novella: Una delle più famose chiese fiorentine, capolavoro dell’architettura gotica. Fu costruita dagli architetti Fra Ristoro e Fra Sisto, dell’ordine domenicano, a partire dal 1246; fu completata nel 1360. La famosa facciata fu iniziata nel ‘300 e ripresa nel 1456-1470 da Leon Battista Alberti, che riuscì ad armonizzare l’architettura innovativa rinascimentale della sua facciata a quella romano-gotica del resto del complesso. A lui si deve anche il portale. All'interno, a lato dell'altare, si possono ammirare affreschi del Ghirlandaio che illustrano immagine della vita della Vergine. Sulla destra della facciata un recinto formato da arcate, che racchiudono gli avelli delle grandi famiglie fiorentine, cinge l’antico Cimitero.

Il Palazzo del Bargello. Costruito nel 1255 come Palazzo del Popolo, l'edificio del Bargello è la più antica sede del governo della città conservatasi fino a oggi; ampliato e ristrutturato in varie occasioni, rappresenta un bell'esempio di costruzione del XIII secolo e sviluppata attorno a un maestoso cortile. Il palazzo fu inizialmente residenza del Capitano del Popolo, la massima autorità di governo di Firenze, in carica per un anno; e dalla fine del XIII secolo al 1502 fu residenza ufficiale del Podestà, il magistrato (solitamente forestiero) preposto al governo della città. Nel 1574 vi venne a risiedere il "bargello" o capo degli "sbirri" e l’edificio si trasformò in carcere e luogo di esecuzioni capitali.
Da quando vi fu trasferita nel 1865 la collezione di sculture e arti decorative, in precedenza tenuta agli Uffizi, fu istituito come "Museo Nazionale di scultura e arti decorative". Dal 1859, anno della sua apertura, il Museo si è arricchito di collezioni importanti. Nel 1888 ebbe in lascito l'importante collezione d'arte applicata  "Karrand"; in seguito acquisì la collezione di armature "Ressmann" e la collezione di tessuti "Franchetti". Il Museo del Bargello gode fama internazionale per gli importanti capolavori che ospita; si possono così ammirare opere di Donatello, Michelangelo, Cellini e Giambologna; oppure piccoli capolavori in bronzo come il David di Donatello.

Convento e chiesa di San Salvatore, detto di Ognissanti. La facciata della chiesa è opera di Matteo Nigetti con lunetta di terra invetriata di Luca della Robbia, rappresentante l’incoronazione della Madonna con numerosi Santi. All’interno del monastero, il cenacolo del refettorio è opera pregevole di Domenico Ghirlandaio.

Fortezza di San Giovanni Battista. È situata a nord-ovest della città ed è più conosciuta con il nome di fortezza da Basso. Il duca Alessandro de’ Medici, asceso al trono della Toscana, seguendo il consiglio di Filippo Strozzi, pensò di far costruire questa fortezza per mettersi al sicuro da una possibile sollevazione popolare. Fu terminata nel 1535. Le mura, che cingono questa vasta area, sono belle a vedersi ma anche solide, come bellissimo è il baluardo di mezzo, fatto a bozze a punta di diamante, frammiste ad altre che assomigliano a palle schiacciate, con allusione allo stemma mediceo. L’architetto di tale opera, secondo Benedetto Varchi fu Pier Francesco da Viterbo mentre, secondo l’indicazione del Vasari, fu Antonio da Sangallo.

San Marco. Fin dal 1260 esisteva in questo luogo, un oratorio dedicato a S. Marco. Cosimo de' Medici fece ingrandire, su disegno di Michelozzo, il convento e la chiesa e fondò in questo convento domenicano la prima biblioteca pubblica d'Europa. Oggi, il convento di San Marco, è il Museo Fra Angelico.

Battistero. Il battistero, sorto probabilmente intorno al IV-V secolo su una costruzione romana, fu riedificato tra l'anno 1000 e il 1200. Il corpo ottagonale è scandito esternamente da pilastri angolari a fasce orizzontali e da tre arcate per lato, che incorniciano le finestre sormontate dall'attico duecentesco sostenente a sua volta la copertura piramidale.

S. Miniato al Monte. La chiesa, riedificata all'inizio dell'anno 1000 su una costruzione più antica, venne compiuta nei primi anni del XIII secolo. La facciata rinascimentale, in marmi bicromi bianchi e verdi, è divisa in cinque archi che incorniciano altrettanti portali, di cui due fittizi. L'ordine superiore è ornato da disegni geometrici e da una finestra centrale sulla quale, un mosaico raffigura Gesù tra la Vergine e S. Miniato.