piatti_tipici.gif (3575 byte)
 
 
homepage.gif

 

 

 



  
   


   


  

 

Piatti tipici del Lazio

In uno scenario dove l'antico è di casa; la trattoria, con le sue origini contadine, è saldamente ancorata alle tradizioni e dove, insieme a un buon bicchiere di Frascati, trovare ancora un menestrello.
I tipi di pane sono: La Ciambella sorana, la Ciriola romana, il Falia, il Pane di Lariano e la Pizza bianca.

Gnocchi alla romana:
Nati come gnocchi di patate, nella cucina internazionale si fanno con il semolino. Di forma rotonda vengono cotte nel latte, arricchite di formaggio e tuorli d'uovo vengono gratinate nel forno con burro e formaggio.

Abbacchio alla cacciatora:
Per abbacchio si intende l'agnellino da latte ed è il piatto più caratteristico della cucina romanesca.
L'abbacchio più tradizionale è uno spezzatino ricavato dalle cosce e dalle spalle ma si può prepararlo anche al forno. Quello alla cacciatora si prepara con aglio, rosmarino, vino bianco, acciuga e peperoncino.

Coda alla vaccinara:
Piatto nato nelle trattorie attorno al macello dove gli operai raccoglievano le parti di carne non vendibile. Dopo averla sgrassata, farla "stufare" in un ragù ricco di odori (carota, cipolla e sedano), uva sultanina, pinoli e cioccolato amaro. A fine cottura aggiungere del sedano a pezzetti.

Saltimbocca alla romana:
Sulle fettine di fesa di vitello fissare, con degli stuzzicadenti, una fettina di prosciutto e una foglia di salvia. Cuocerle in poco burro e infine una spruzzatina di vino bianco.

Ricette

Crostini alla provatura
Ingredienti per 6 persone:

gr. 300 di fette di pane casereccio
gr. 30 di burro
gr. 100 di prosciutto crudo
gr. 100 di provatura marzolina
gr. 30 di burro fuso

La provatura è un formaggio laziale fatto con latte di bufala, dalla caratteristica forma di uovo.
Far abbrustolire le fette di pane, ungerlo di burro solo da un lato, coprirlo di prosciutto e metterci sopra una fetta di provatura. Dopo avergli dato, su tutte le fette così preparate, una spruzzatina di burro fuso passarle in forno già caldo. Servire quando la provatura si sarà ben sciolta.

Bucatini alla matriciana
Ingredienti per 6 persone:

gr. 500 di bucatini
gr. 150 di guanciale di maiale
1 cucchiaio di olio d'oliva
1 tazza di pangrattato
gr. 100 di pecorino grattugiato
1 peperoncino
sale q.b.

È la tradizionale ricetta degli appetitosissimi bucatini alla matriciana, detti così dalla città di Amatrice, nel Reatino.
Dopo aver scaldato l'olio in tegame su fuoco vivo, unire il peperoncino spezzettato e il guanciale tagliato a dadini in modo tale da farlo rosolare bene. Nel frattempo far cuocere la pasta in acqua abbondante e salata, scolarla al dente e aggiungere il condimento. Infine non può mancare una generosa dose di pecorino grattugiato.

Acquacotta alla Maremmana
Ingredienti per 4 persone:

Kg. 1 di cicoria
gr. 500 di pomodori
4 patate
gr. 10 di mentuccia fresca
1 peperoncino fresco
5 spicchi d'aglio / 1 cipolla
5 cucchiai di olio d'oliva
pane casereccio raffermo / sale q.b.

Era, in tempi lontani, la minestra dei butteri e dei contadini della Maremma laziale. Sbucciare le patate e metterle in una casseruola con un litro di acqua, aggiungere il peperoncino, l'aglio, la cipolla affettata e i pomodori rotti a pezzi con le mani, coprire il recipiente e far cuocere il tutto per un'ora. A parte far cuocere la cicoria e la mentuccia, e quando è parzialmente cotta aggiungerla agli altri ingredienti, se necessario aggiungere acqua calda. A cottura ultimata, versare la zuppa nei piatti già guarniti con le fette di pane, ricoprire i piatti lasciando riposare per una decina di minuti e poi condire con olio di oliva extra vergine.

Giuncata dell'Ascensione
Ingredienti per 4 persone:

gr. 500 di latte
1 cucchiaio di caglio
gr. 100 di zucchero
un pochino di cannella in polvere

Dolce tipico della Tuscia che si prepara per il giorno dell'Ascensione. Mescolare il latte con il caglio, metterlo in una terrina e lasciarlo per mezz'ora in luogo caldo. Quando il composto si sarà rappreso, versarlo in tante formine, condirle con zucchero e cannella e servirlo come dolce al cucchiaio.