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Regione Veneto

Il Veneto si affaccia a sud-est sul mar Adriatico e confina a ovest con la Lombardia e il Trentino-Alto Adige, a nord per un breve tratto con l'Austria, a nord-est con il Friuli-Venezia Giulia, a sud con l'Emilia-Romagna. È suddivisa nelle province di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza. Il capoluogo regionale è Venezia.
La morfologia del territorio, racchiuso tra mar Adriatico, Pianura Padana e Alpi, è piuttosto complessa. Un posto a parte occupa, anche geograficamente, la laguna di Venezia, al centro della quale si trova la città di Venezia, interamente edificata su isole e terre affioranti dall'acqua.
La zona montuosa non è molto estesa, ma è assai varia, con valli popolose, altipiani, massicci rocciosi, al di sopra di dorsali fitte di boschi. La fascia alpina è formata dalla sezione occidentale delle Alpi Carniche e da una sezione delle Dolomiti, con le loro creste seghettate e gli isolati torrioni. Qui si innalzano alcune montagne tra le più famose e belle delle Alpi, come la Marmolada, le Tofane, il monte Civetta, tutte superiori ai 3200 m. A ridosso delle Alpi venete si allunga la più vasta fascia delle Prealpi, una serie di rilievi elevati dai 700 ai 2200 m., dalla morfologia assai varia, che dalla sponda orientale del Lago di Garda giungono sino alla riva destra del Piave. Includono altipiani verdeggianti, come quello di Asiago e dei Lessini, massicci rocciosi, come quello del Grappa e la dorsale del monte Baldo. La zona collinare è limitata: una serie di modesti rilievi dai profili dolcissimi segna il graduale passaggio alla pianura padano-veneta, da cui emergono i Colli Euganei (Padova) e i Colli Berici (Vicenza).
Le pianure occupano circa il 56% del territorio. Ricca di acque fluviali che talvolta straripano, quest'area, generalmente molto fertile, ha necessitato e necessita tutt'ora di lavori di bonifica. Ancor più delicato è il sistema delle lagune, che orlano quasi tutta la fascia marittima della regione, caratterizzata, su un arco di quasi 200 km., da coste basse e sabbiose. Altro elemento di spicco del sistema costiero veneto è il delta del Po, un complesso apparato di canali e di terre alluvionali che si protende nel mare.
Una rete fittissima di fiumi e canali attraversa tutta la pianura veneta, i maggiori fiumi sono indipendenti dal corso del Po e sfociano direttamente nell'Adriatico. Il più importante è l'Adige, secondo fiume d'Italia per lunghezza (410 km.), il cui corso superiore scorre nel Trentino-Alto Adige; tra gli altri si segnalano il Brenta (160 km.), il Piave (220 km.), il Bacchiglione (118 km.), il Sile (95 km.) e il Livenza (112 km). Oltre al lago di Garda, diviso con la Lombardia e il Trentino-Alto Adige, il Veneto vanta numerosi laghetti alpini molto suggestivi, come quelli di Misurina e di Alleghe.
Per quanto riguarda la tutela ambientale, la Regione ha varato, a partire dal 1980, alcune leggi relative all'istituzione di parchi e riserve naturali, tra cui il Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi, il Parco Interregionale del Delta del Po, il Parco Regionale dei Colli Euganei e il Parco della laguna di Caorle. Tuttavia, in rapporto alla superficie territoriale complessiva, la percentuale di aree protette è la più bassa dell'Italia settentrionale tenuto conto del danno che, l'elevata densità umana e la forte attività industriale della regione hanno provocato.
I boschi sono complessivamente poco estesi, nelle Prealpi prevalgono boschi di castagni alle basse quote e di faggi sopra i 900 m. Nelle zone alpine più elevate, soprattutto nel Cadore (tra le Dolomiti e le Alpi Carniche) si trovano fitte foreste di abeti e larici. Nell'area costituita dai Monti Berici e dai Colli Euganei, crescono le specie sempreverdi, tipicamente mediterranee. Alla distruzione del bosco si è accompagnata la quasi totale scomparsa della fauna selvatica. Sulle montagne si trovano ancora camosci e non rari sono i caprioli, le volpi, i tassi; tra gli uccelli sono presenti i galli cedroni. Le lagune sono popolate da specie di uccelli acquatici.
L'agricoltura viene praticata nel Veneto in tutte le aree pianeggianti, i primati assoluti nella produzione di mais, che è peraltro una coltura veneta tradizionale, e ancor più per la soia. La viticoltura è largamente diffusa in tutta la zona collinare e fornisce vini di rinomanza internazionale.
Il turismo occupa un posto di primaria importanza; Venezia è visitata ogni anno da circa 10-12 milioni di turisti, cifra che è di per sé notevolmente rilevante. Oltre che dal capoluogo regionale, nel Veneto il turismo trae forza dalla più celebre località delle Alpi italiane, Cortina d'Ampezzo, dalle frequentate stazioni balneari della costa (Jesolo, Chioggia, Lido di Venezia), dai centri di villeggiatura del Lago di Garda, ottimamente attrezzati, da celebri città (Verona, Vicenza, Padova, Treviso) e dal famoso centro termale di Abano Terme (Padova).

La regione deriva il suo nome dal popolo dei veneti, che vi giunsero già in epoca preistorica (tra l'età del Bronzo e l'età del Ferro), cacciandone i preesistenti abitanti, gli euganei; per tale motivo il nome tradizionale è quello di Venezia Euganea, per distinguerla dalla Venezia Giulia e dalla Venezia Tridentina, l'attuale Trentino.
Come accadde ad altre aree della penisola, fu la conquista romana ad imprimere un'identità regionale entro la quale si modellarono alcuni tratti peculiari. Il Veneto, insieme con l'Istria, fece parte della Regio X dell'ordinamento augusteo. La colonizzazione romana della pianura non fu né l'unico né il principale elemento che incise sugli assetti economici della regione. Essa trasse beneficio anche dalla presenza della città di Aquileia, fondata nel 181 a.C., che fu per molto tempo un avamposto militare sulla linea di confine, e quindi, con lo spostamento a est della frontiera, divenne un centro commerciale di prim'ordine grazie al ruolo di mediazione svolto tra l'Italia e l'area danubiana. Dopo l'editto con cui Costantino nel 313 d.C. concesse la libertà di culto, Aquileia cominciò a esercitare un'influenza decisiva perché, sfruttando la sua posizione di centro cosmopolita collegato con il mondo danubiano, divenne il punto di irradiazione del cristianesimo, che nella città veneta aveva organizzato la sede di un episcopato divenuto col tempo più esteso e influente.
La distruzione di Aquileia, operata da Attila nel 452, costrinse alla fuga numerosi gruppi di profughi, i cui percorsi tracciarono una nuova geografia dell'insediamento della civiltà romana e del cristianesimo: si suppone, ad esempio, che la nascita di Venezia derivi dall'immigrazione nella laguna di popolazioni fuggite dalle vicine province della terraferma. Proprio dalla crescita economica e politica dell'insediamento lagunare il Veneto ricevette le impronte lasciate dalla lunga storia che va dalla rinascita dell'impero romano d'Occidente all'età napoleonica, e che è profondamente connessa con le vicende della Repubblica di Venezia. In particolare, sono due la date più importanti della storia del Veneto: l'810, quando Carlo Magno riconobbe l'autorità del doge di Venezia, e il 1797, anno del trattato di Campoformio, con il quale Napoleone cancellò dalla storia la Repubblica di Venezia cedendola all'Austria. L'unità territoriale che Venezia garantì al Veneto per molti secoli fu cancellata dall'ordinamento attuato nell'età napoleonica (Repubblica Cisalpina e Regno d'Italia), ma riemerse nuovamente con il Congresso di Vienna, allorché la regione fu associata alla Lombardia nel regno Lombardo-Veneto.
Negli anni della Restaurazione alcuni nuclei di patrioti si organizzarono clandestinamente in diverse città del Veneto e vennero allo scoperto durante il periodo rivoluzionario del 1848-49, segnato dagli episodi che sono stati cruciali per la storia del Risorgimento italiano, quali la proclamazione della Repubblica di San Marco da parte dei mazziniani e strenuamente difesa da Manin e Garibaldi fino alla capitolazione, e l'insurrezione di Brescia del 1849. Dopo la terza guerra d'indipendenza (1866) il Veneto si inserì nello stato italiano. L'economia dell'area di pianura avvertì le grandi trasformazioni di fine Ottocento e inizio Novecento indotte dall'espandersi del capitalismo. Un effetto fu l'espulsione dalle campagne di migliaia di contadini, fenomeno che alimentò ondate migratorie dirette nelle zone nord-occidentali dell'Italia o all'estero, soprattutto in America.