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Monumenti, Gallerie d'Arte, Teatri, ecc.

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Padova sorge in pianura, a nord-est dei colli Euganei e a ovest della laguna di Venezia e del corso del Brenta. È bagnata dal fiume Bacchiglione.
La città fu fondata, secondo un'antica leggenda, nel 1184 a.C. dall'eroe troiano Antenore; in realtà ebbe origine da un insediamento paleoveneto, probabilmente nell'VIII-VII secolo a.C., e venne citata da Tito Livio come città fluviale esistente già nel 302 a.C. Centro commerciale, alleato dei romani contro i galli cisalpini (226 a.C.) e municipio nel 49 a.C., Patavium divenne un ricco centro agricolo e produttivo, ma decadde nel periodo delle invasioni barbariche e nel 602 fu distrutto dal longobardo Agilulfo.
Dopo la ripresa, prima sotto i franchi e quindi sotto gli imperatori della dinastia Ottone, con un governo però vescovile, dal 1138 si diede ordinamenti comunali, partecipò alle guerre contro il Barbarossa e si arricchì con la lavorazione della lana e della seta. Nel 1222 vi fu fondata la celebre università e nel 1231 vi morì il predicatore francescano che venne santificato come sant'Antonio da Padova. Dopo la dominazione di Ezzelino da Romano, Padova riconquistò il suo ruolo egemonico nel territorio, ospitò Giotto agli inizi del Trecento e fu retta dalla signoria dei Carraresi e dei Visconti fra il 1318 e il 1405, quando venne conquistata da Venezia, di cui da allora seguì fedelmente le sorti, mantenendo tuttavia per tutto il secolo l'acquisita preminenza nel campo dell'arte, con l'opera di maestri del Rinascimento toscano, fra cui Donatello, e del padovano Mantegna.

Itinerari Culturali
La città, il cui centro storico più antico, dalla forma irregolare e solcato dalle tortuosità del Bacchiglione e di altri corsi d'acqua minori, è incluso nella cerchia muraria cinquecentesca "veneziana", in parte conservata, possiede notevoli monumenti. I principali sono: il Palazzo della Ragione (1218-1309), con tetto a carena e interno costituito da un solo salone lungo 78 metri, che divide le caratteristiche piazza delle Erbe e piazza della Frutta; la Loggia del Consiglio o della Gran Guardia (1496-1553) sulla piazza dei Signori, circondata da antiche case; il Duomo, la cui ultima ricostruzione iniziò nel 1551; l'attiguo Battistero romanico (XII-XIII secolo), completamente affrescato all'interno da Giusto de' Menabuoi; l'edicola del 1284 detta Tomba di Antenore; l'Università, detta il Bo' perché costruita sul luogo di un albergo la cui insegna era un bue, con il bel cortile cinquecentesco e il celebre teatro anatomico, ligneo e a forma di imbuto; il neoclassico caffè Pedrocchi (1831), caro alla goliardia, dove nel 1848 scoccò la scintilla dell'insurrezione risorgimentale.
Poco più a nord, la celeberrima Cappella degli Scrovegni custodisce gli affreschi eseguiti da Giotto, tra il 1303 e il 1305, in 38 riquadri, con storie di Maria e di Cristo, e inoltre figurazioni delle Virtù, dei Vizi capitali e il Giudizio Universale, e sculture di Giovanni Pisano. Non lontano sono la chiesa degli Eremitani, semidistrutta da un bombardamento aereo nel 1944 e quindi ricostruita, e la cappella Ovetari, in cui sono sopravvissuti due affreschi del Mantegna. L'adiacente ex convento ospita il Museo Civico, costituito da una sezione archeologica, da raccolte di arti minori e da una pinacoteca ricca di opere, fra gli altri, di Giotto, Giovanni Bellini, Giorgione, Tiziano, Tintoretto. Al termine della porticata via Altinate sorge la chiesa di Santa Sofia, la più antica della città (XI-XIV secolo).
Nel settore meridionale rispetto al centro cittadino si eleva la grandiosa basilica di Sant'Antonio da Padova, detta popolarmente "il Santo", costruita fra il XIII e il XIV secolo con l'accostamento di elementi romanici, gotici e di derivazione orientale, coperta da otto cupole e ricca di affreschi trecenteschi, di bronzi di Donatello (1450) e della cinquecentesca cappella dell'Arca del Santo. L'attiguo oratorio di San Giorgio conserva affreschi del Trecento; vicino, è situata inoltre la Scuola del Santo (1427-1504), con affreschi di Tiziano, mentre sulla vasta piazza antistante sorge il mirabile monumento al Gattamelata (1453), sempre opera di Donatello. Poco distante si apre il Prato della Valle (1775), vastissima piazza con al centro l'ellittica isola Memmia, cinta da un canale e da 78 statue, e la basilica di Santa Giustina (1532-1579), con otto cupole, coro intagliato e numerose opere di pittura e scultura del Trecento. Il vicino Orto botanico fu, nel 1545, il primo a essere costruito in Europa.

Monselice. Già importante punto strategico nel 603 d.C. ha, con la sua fortezza, rappresentato nel corso dei secoli un ambizioso luogo di conquista per Ezzelino da Romano e Federico II di Svevia. Da visitare il castello Ca' Marcello (via del Santuario, 24 - tel. 0429.72931), la villa settecentesca Nanì Mocenigo, la trecentesca chiesa di Santa Giustina, meglio conosciuta come Duomo Vecchio e infine il santuario delle Sette Chiese (equiparato, in una bolla papale del 1605), alle sette basiliche di Roma).