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Il Chianti è un’amena zona collinare della Toscana fitta di dolci declivi e ampie distese di vigneti, costituisce un crocevia di natura, arte e cultura; estendendosi a sud di Firenze e a nord di Siena, fra le sorgenti dell’Ombrone e dell’Arbia e quelle del Greve e dell’Ambra.
La denominazione, che risale al XIII secolo, si riferisce anche ad una Lega del Chianti, dipendente amministrativamente dal Contado di Firenze, nel cui territorio erano compresi gli attuali comuni di Radda in Chianti, Castellina, Gaiole e Greve, piccoli borghi d’antica origine.
Oggi gran parte di questi Comuni completano la loro denominazione con la locuzione "in Chianti", a chiarire il senso di appartenenza di ciascun luogo alla regione stessa.
L'agricoltura locale produce olio d'oliva e, soprattutto, il vino tradizionale: un vino pastoso, fresco, aspro, di breve conservazione, che viene prodotto e commerciato secondo "denominazione d'origine controllata". Un’altra pianta assai diffusa nella zona è il cipresso, dalle caratteristiche forme allungate ed eleganti; usato come elemento ornamentale, l’albero fornisce anche un prezioso olio essenziale, contenuto nei suoi frutti. L’olio, ricco di tannino, viene impiegato in composizioni farmacologiche. L’uomo ha modificato ormai da tempo l’aspetto delle colline, ordinandole in ampi filari di viti, in tal modo i boschi sono relegati a rari fondovalli o a zone dove non è possibile effettuare la viticoltura. La pratica della viticoltura ha origini antiche e si avvale di usi ben precisi. I filari delle viti corrono lungo le curve di livello delle colline e, nei luoghi ove la pendenza è accentuata; terrazzamenti e muri ("macie") trattengono il terreno favorendo una buona esposizione delle viti. I vigneti stessi devono rispettare alcune regole semplici ma precise, come la posizione collinare e l’altitudine rigorosamente mai al di sotto dei 550 metri.
La viticoltura, fin dall’epoca medievale, è stata appannaggio di poche famiglie, spesso nobiliari. Tra queste si deve ricordare il capitolo di storia dedicato ai conti Ricasoli, proprietari del castello di Brolio. Specialmente con il celebre Bettino Ricasoli la produzione del vino subisce una svolta decisiva. Il conte elaborò, infatti, una sua speciale ricetta che prevedeva una mistura speciale di uve bianche e rosse, subito definite "formula Chianti", mentre alcuni decenni successivi rinnovò ulteriormente la composizione del Brolio, riducendolo ad una spremitura di sole uve rosse per rendere il vino più buono e allo stesso tempo più resistente.
mercatale-castello di gabbiano.jpg (24611 byte)La regione del Chianti è nota in tutto il mondo soprattutto per il vino e il legame con la bevanda risale al Trecento. A tale epoca appartengono, infatti, i libri contabili redatti da alcuni mercanti fiorentini che menzionano il Chianti come bevanda di poco costo. Successivamente si manifestò l’esigenza di identificare con precisione la zona di produzione del vino per garantirne l’originalità e preservarsi dalla concorrenza. Sotto il Granducato di Toscana, fu Cosimo III a promulgare il "Bando", decreto di regolamentazione della produzione che precisava i limiti delle zone di coltivazione delle viti.

Il Chianti è quello che Francesco Redi definiva "d’ogni vino il re" ("Bacco in Toscana", 1685) e, perché lo fosse realmente, si sono adottate pratiche non soltanto enologiche (introduzioni e potenziamenti di alcuni particolari vitigni come il Cabernet, il Merlot e il Pinot nero per le uve rosse, mentre per i vini bianchi il Pinot grigio, il Sauvignon, il Pinot nero), ma perfino legislative. La complessa questione, riguardo alla definizione esatta delle zone di produzione del Chianti autentico, è ormai risolta con il decreto legislativo del 1963 che sancisce la tutela della denominazione d’origine controllata per i mosti e per i vini del "Chianti classico" che, sostanzialmente corrisponde al nucleo delle zone storicamente produttrici di tale vino. Un decreto successivo riguarda, invece, la denominazione semplice di "Chianti", che può essere applicata ad aree geografiche molto più estese, relative alle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia e Siena.

Impruneta è stata la prima località italiana che ha celebrato, nel lontano 1926, la Festa dell'Uva . Da allora, ogni anno, l’ultima domenica di settembre il paese intero scende in strada per partecipare alla festa, che nel corso degli anni ha perso l’originario carattere agreste per diventare un moderno spettacolo che richiama sempre più numerosi turisti italiani e stranieri. Del resto, la bellezza del luogo e l’allegria della sagra sono uno sfondo ideale per la degustazione di uva e vino e per l’esposizione di prodotti dell’artigianato locale. A costituire l'aspetto più rappresentativo della festa, è la sfilata dei carri allegorici costruiti nei rioni di Fornaci, Pallò, S. Antonio e Sante Marie. Gli appartenenti a ciascun rione, iniziano da agosto a lavorare alla realizzazione dei carri e dello spettacolo che li accompagnerà alla fine della sfilata, sul soggetto dei quali vige però il massimo segreto, tanta è la rivalità tra le quattro contrade. Solo un’apposita giuria deciderà quale sia il migliore.Tavarnelle-Castello del Nero.jpg (23228 byte)
La regione del Chianti, con i suoi piccoli villaggi, i poderi sparsi in mezzo alla campagna e la sua vicinanza ad importanti città della Toscana, è una meta privilegiata dal turismo. Si calcola che in generale gli stranieri residenti in queste zone siano circa un migliaio e appartengano a diciannove nazionalità diverse: tedeschi, svizzeri, olandesi e inglesi, ma i più numerosi sono sicuramente quest’ultimi. Una nutrita e raffinata rappresentanza di questo popolo, infatti, ha acquistato fattorie e castelli, rendendoli simili, nell’aspetto esterno e nell’arredamento interno, ai loro deliziosi cottages di provenienza, tanto da far chiamare queste zone "Chiantishire".

Castellina. Centro prevalentemente agricolo, si trova in un’affascinante posizione sul colle che domina la Val d’Elsa, la Val d’Arbia e la Val di Pesa. Quattro catacombe etrusche, risalenti al VII secolo avanti Cristo, si trovano vicino al centro abitato e sono conosciuti con il nome di tumulo di Montecalvario. I primi documenti relativi al paese si datano al 1220, quando l’imperatore Federico II ne fece un feudo per i conti Guidi.
Successivamente Firenze lo utilizzò come avamposto contro Siena, ma la storia della città doveva bruscamente interrompersi nel 1397 quando le milizie milanesi la conquistarono e la distrussero. Poco tempo dopo fu interamente ricostruita e cinta da mura che furono indispensabili nei ripetuti successivi attacchi delle truppe pontificie.
Ancora oggi il centro conserva l’aspetto quattrocentesco, di cui è testimonianza la rocca con il cassero merlato. Da ammirare il Palazzo Ugolini, databile al XVI secolo e la cattedrale, contenente un affresco del pittore Lorenzo di Bicci.

Gaiole. Probabilmente si tratta del paese più bello e allo stesso tempo più tipico dell’intera regione chiantigiana. Si trova in posizione centrale rispetto alla valle del Chianti e per questo è stata sede antica di un mercato fiorente.
Nel territorio si segnala la badia a Coltibuono, con la bella chiesa romanica che è anche uno dei più antichi monumenti della Toscana.

Greve. Capitale del Chianti Classico "gallo Nero", ospita ogni anno la più importante mostra mercato del vino chiantigiano; nella seconda settimana di settembre vi si tiene, secondo una vecchia tradizione, la fiera del "Vino Chianti classico". Anticamente era un centro di mercato per i paesi limitrofi, vi si vendevano vino, olive, lana e formaggio. Il centro prende sviluppo come "mercatale" per i castelli vicini. Questo ne ha determinato anche la struttura urbanistica, giacché la piazza principale è ampia e fiancheggiata sui lati da loggiati proprio per favorire l’esposizione delle merci e gli scambi.

Impruneta. "In pruinetis", ossia fra i rovi, cristiani forse profughi di Fiesole ripararono con un’icona della Madonna dipinta da S. Luca, la stessa che è conservata nella basilica (1060). La grande fiera di S. Luca (18 ottobre), meglio conosciuta come festa dell'Impruneta, è un momento di schietta emozione dell’antico borgo.

Radda. Centro agricolo posto ai lati della strada statale di Val d’Elsa, si erge su un colle che divide la valle del torrente Pesa e quella del torrente Arbia. Il paese, che ha origini antiche, passa sotto la dominazione fiorentina agli inizi del Duecento, e due secoli dopo diviene il centro più importante della Lega del Chianti. Nel 1478 fu completamente distrutto dai soldati pontifici. La cittadina mostra ancora parti della cinta muraria fortificata di origine medievale e la pianta ellittica allungata. Da segnalare il caratteristico vicino centro di Volpaia, piccolo borgo pittoresco, dove si è sviluppata una interessante attività di collezionismo d’arte contemporanea.