Castelvetrano

 

La città di Castelvetrano (foto di Enzo Napoli) è ubicata su una collina  a 190 m.  sul livello del mare e domina una vasta pianura.

Castelvetrano: “Castrum vitranum”, “Castrum veteranum” nonostante le numerose ipotesi sull’origine dell’antica denominazione, il toponimo di origine latina, prevalendo ai toponimi di origine musulmana, è stato mantenuto  anche in età sveva ed in età angioina.

In epoca sveva il territorio oggi di Castelvetrano  è stato luogo di diverse lotte contro i musulmani che abitavano diversi casali in questa zona.

L’imperatore Federico II di Svevia costruisce in questa zona un castello recentemente individuato dagli architetti P.Calamia, M. La Barbera e G. Salluzzo.

Già nel 1239 il castello di Bellumvider è inserito nell’elenco dei “castra exempta”, confermando l’ipotesi che il castello costruito da Federico II di Svevia ed ubicato in prossimità delle principali vie di comunicazione controllava il territorio spopolato e serviva anche la foresta di caccia di Birribaida, per lo svago dell’imperatore.

Nel 1271, in età angioina, la terra è il castello sono in possesso di Giovanni da Lentini castellano del castello di Augusta e fino al 1296 la terra è assegnata a Tommaso da Lentini, ultimo barone che viene spogliato della terra perchè tradisce Federico II di Aragona in favore del re angioino.

Nel 1299 Federico II d’Aragona, re di Sicilia assegna la terra di Castelvetrano al fedelissimo Bartolomeo Tagliavia.

I Tagliavia, nuovi signori di Castelvetrano, attraverso diversi matrimoni si distingueranno tra le più importanti famiglie nobili di Sicilia, da ricordare Carlo Aragona Tagliavia, primo principe di Castelvetrano.

Don Carlo si circonderà di diversi artisti per decorare la sua città, in questo periodo l’abitato subisce un disegno urbanistico nuovo seguendo il linguaggio barocco del periodo.

Il Palazzo ducale da castello viene trasformato in residenza del principe e  la chiesa di San Domenico, già mausoleo di famiglia viene decorata nel presbiterio e nella cappella del coro da stucchi di maniera, affreschi e motivi a grottesche eseguiti dall’artista Antonino Ferraro da Giuliana.

I Ferraro:  Antonino, Orazio, Tommaso, Antonino junior e Gaspare Serpotta  sono gli artisti che fino al barocco inoltrato saranno chiamati a decorare le principali chiese di questa città tra cui la Collegiata di San Pietro, la chiesa di San Domenico, la Chiesa Madre ed altre. 

Nel ‘700 e fino ai primi anni del ‘900 saranno eseguiti lavori di ristrutturazione nella chiesa rinascimentale di San Giovanni Battista.

Successivamente  i Tagliavia Aragona si imparentano con  i Pignatelli e i nuovi signori si chiameranno  Pignatelli Aragona Cortes, questi ultimi spostano la residenza di famiglia da Castelvetrano a Napoli. Tra gli interventi più significativi  realizzati a fine Ottocento oltre ad una discreta architettura civile di palazzi signorili, viene realizzato  il teatro comunale ad opera dell’ingegnere Salvatore Terzi e completato dall’architetto Giuseppe Patricolo.

Giuseppe Patricolo  in questo periodo è chiamato ad eseguire gli interventi di restauro della chiesa della SS. Trinità di Delia.

Tra le architetture civili da ricordare il palazzo Signorelli edificio realizzato tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del  Novecento è caratterizzato dalle facciate e torretta belvedere interamente rivestite in terracotta eseguite dal ceramista calatino Enrico Vella.

 

Castelvetrano: un castello di Federico II di Svevia

Il Castello di Bellumvider è ubicato nel centro storico della città di Castelvetrano (Trapani), inglobato tra le fabbriche del palazzo ducale, oggi proprietà Gianfranco Becchina.  La presenza dei resti di un castello all’interno del Palazzo ducale è riportata in tutte le fonti che si sono occupate  negli ultimi secoli della descrizione di questa città. Nei documenti della Cancelleria angioina nel 1271 si riscontra il milite Giovanni da Lentini in possesso della terra e del Castello di Castelvetrano. Successivamente nel 1299 Federico III re di Sicilia assegna a Bartolomeo Tagliavia la terra di Castelvetrano tolta per tradimento a Tommaso da Lentini, figlio del famoso condottiero della guerra del Vespro Alaimo da Lentini. Federico in questa assegnazione esclude dalla concessione la foresta di Birribaida, escludendo pertanto anche il castello. Nel 1355 nel testamento di Nino Tagliavia si fa riferimento ad un tenimento di case in prossimità di un vecchio Castello. Successivamente i Tagliavia si stabiliscono nel territorio di Castelvetrano. Da allora in poi grazie anche a diversi matrimoni la famiglia si colloca tra le maggiori famiglie nobili siciliane. Dal 1355 si perdono le tracce del Castello di Castelvetrano citato nel 1732 nella Platea di Giovan Battista Noto e nel 1805 nella descrizione manoscritta redatta dal Canonico Giovan Battista Vivona. Recentemente il professore Ferdinando  Maurici  ipotizza il Castello di Bellumvider inserito nella lista dei “Castra Exempta”, lista di castelli demaniali fatta redigere nel 1239  dall’imperatore Federico II di Svevia. In seguito, nel 2004,  tre architetti di Castelvetrano G. Salluzzo, M. La Barbera e P. Calamia individuano il castello federiciano all’interno del palazzo Ducale, attuale Palazzo Pignatelli. 

Descrizione - I resti  del castello di Bellumvider (foto di Enzo Napoli) sorgono sulla sommità di una collina della Sicilia occidentale, esso risulta inserito nell’elenco dei castra exempta del 1239, fatta redigere dall’imperatore Federico II di Svevia. A causa delle note vicende storiche siciliane, a partire dal 1355, di esso non si ha alcun riscontro nelle fonti storiche ed archivistiche; ne è stata accertata l’esatta ubicazione. Nel palazzo Ducale della città di Castelvetrano, residenza delle famiglie Tagliavia e Pignatelli Aragona Cortes, sono stati individuati diversi resti di fabbrica riconducibili ad un castello del XIII secolo. Questo lavoro, supportato da un attento rilievo del palazzo Ducale e attraverso il confronto con architetture sveve coeve, identifica i resti medievali contenuti all’interno del palazzo Pignatelli con il castello federiciano di Bellumvider. Le caratteristiche architettoniche dell’edificio, pianta quadrilatera con torri ottagonali e l’uso del cubito salomonico, hanno permesso di ipotizzare che si tratta di un edificio del XIII secolo ideato da Riccardo da Lentini, noto architetto di corte. I resti, finora individuati, consentono la ricostruzione della pianta originaria (www.bellumvider.it) stabilendo una sorta di anello di congiunzione tra il castello quadrilatero di Catania e il castello ottagonale di Andria. Questa ricerca, infine, arricchisce il panorama degli studi dedicati all’architettura sveva dell’isola, suggerendo una rivisitazione delle conoscenze storiche riguardanti la Sicilia durante il XIII secolo.

Bibliografia - F. Maurici, Federico II e la Sicilia. I castelli dell’imperatore, Catania,  1997; F. Maurici, la Sicilia di Federico II. Città, castelli e casali, Palermo 1995. AA.VV. Castelli medievali in Sicilia, Arti grafiche Renna, Palermo 200; P. Calamia, M. La Barbera, G. Salluzzo, Bellumvider, la reggia di Federico II di Svevia a Castelvetrano, Grafill, Palermo 2004.

Approfondimentiwww.bellumvider.it - www.storiamedievale.net - www.stupormundi.it

Testo e ipotesi volumetrica  di Giuseppe Salluzzo, Mariano La Barbera, Pasquale Calamia

chiudi