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Torino si estende prevalentemente lungo la riva sinistra del Po, per fondazione antica alla confluenza con la Dora Galleria SabaudaRiparia, ed è uno dei centri economici maggiori d'Italia. La qualità dell'ambiente urbano di Torino, città cui danno carattere la verde collina che si alza oltre il Po e il profilo maestoso delle vicine Alpi nord occidentali, è definita sia dal regolare assetto urbanistico, con grandi piazze e ampie strade rettilinee, sia dal signorile segno architettonico barocco e ottocentesco dei quartieri centrali e l'elegante atmosfera nel "salotto" di piazza San Carlo. A conferirle ulteriore immagine culturale sono poi un sistema museale di eccellente livello, un'università di antico prestigio e un'editoria particolarmente autorevole.
Fondata da Augusto nel 29 a.C., forse sul sito di precedenti insediamenti della tribù ligure dei galli Taurini, la romana Julia Augusta Taurinorum svolse, in età imperiale, un ruolo di colonia militare per il presidio delle comunicazioni stradali con le Gallie. La storia medievale è intricata; il re longobardo Autari fece re di Torino Agilulfo, che si impadronì del regno e di Teodolinda, vedova di Autari. Adelaide, nel 1046, figlia di Olderico Manfredi II, sposa Oddone di Savoia, figlio di Umberto Biancamano, alleanza che acquista rilievo perché è la premessa delle pretese sabaude su Torino. Dopo due secoli di scontri fra il governo vescovile e comunale da una parte e i conti di Savoia dall'altra, ma fu con Tommaso III, nel 1280, che i Savoia acquisirono stabilmente la signoria della città. Nel XIII secolo, Guglielmo di Monferrato, costruisce la sua residenza fortificata vicino alla porta Decumana, che, dopo i vari interventi edilizi, diventerà palazzo Madama; nel 1404 nasce l'università, voluta da Ludovico di Savoia e approvata dal papa avignonese Benedetto XIII e dall'imperatore Sigismondo. Nelle guerre europee della prima metà del XVI secolo, il ducato dei Savoia sfiorò la catastrofe. Emanuele Filiberto avendo comandato l'esercito spagnolo nella decisiva battaglia contro i francesi a San Quintino, riebbe il ducato a seguito del trattato firmato nel 1559 a Cateau-Chambrésis, entrò solennemente nella città sgomberata dagli ultimi presidi francesi il 7 febbraio 1563. Iniziò così la vicenda di Torino capitale. Per opera di Francesco Paciotto e Francesco Orologi, Emanuele Filiberto dotò immediatamente la città di una fortificazione militare, la Cittadella, e di un rinnovamento urbanistico della città. Nel 1706 Vittorio Amedeo II riuscì a spezzare l'assedio posto dai francesi a Torino, e nel 1713 ottenne il titolo di re, ma nel 1802 avvenne l'invasione napoleonica, seguita dall'annessione del Piemonte alla Francia. Dopo il periodo incolore della Restaurazione e il contraddittorio regno di Carlo Alberto (1831-1849), Torino riuscì ad assumere, con Vittorio Emanuele II e sotto l'accorta guida politica di Cavour (primo ministro dal 1852), il ruolo di cent
Mole Antonellianaro di aggregazione del movimento risorgimentale. Il 14 marzo 1861, in un padiglione di legno nel cortile di Palazzo Carignano, il parlamento italiano votava all'unanimità il disegno di legge col quale Vittorio Emanuele II assumeva il titolo di re d'Italia e Torino divenne la capitale dell'Italia unita (1861-1865). Seguirono due giorni di tumulti quando si decise di cedere a Firenze il rango di capitale del nuovo Regno d'Italia. La città trovò nell'industrializzazione la via a un suo specifico sviluppo, con particolare successo nel settore automobilistico. Nel profilo della città si levò (165 m.) la guglia della Mole Antonelliana (Alessandro Antonelli), la quale fu iniziata nel 1863 come sinagoga, ma la finì il comune nel 1897.

Itinerari Culturali
In piazza Castello, storico spazio centrale della città, e nelle immediate vicinanze sorgono il Palazzo Madama,  l'Armeria Reale,  la chiesa di San Lorenzo, il Palazzo Reale, il Duomo, la Porta Palatina. Più a ovest si incontrano, lungo la direttrice di via Garibaldi la decorata cappella della Pia Congregazione dei banchieri e mercanti (fine XVII secolo) e, verso corso Regina Margherita, il composito santuario della Consolata con parti dell'XI, del XVII-XVIII e del XIX secolo, mentre a sud-ovest del nucleo antico si trovano l'importante Museo Nazionale di Artiglieria e la Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea. Nel cuore barocco della città, tra piazza Castello e piazza San Carlo, due palazzi del Guarini, il Carignano e quello dell'Accademia delle Scienze. Lungo il fiume si dispongono l'ottocentesco parco del Valentino con l'omonimo Castello (XVII secolo), il borgo e la rocca medievale e il singolare Museo Nazionale dell'Automobile; a ovest di questo, l'ex stabilimento FIAT del Lingotto (1917-1920), riadattato negli anni Novanta da Renzo Piano a centro multifunzionale espositivo. Negli immediati dintorni, infine, sono di rilevante interesse due realizzazioni di Filippo Juvara: la basilica di Superga e la palazzina di caccia di Stupinigi.
L'Armeria Reale si trova sotto il portico a destra della cancellata del Palazzo Reale. Aperta nel 1837 da Carlo Alberto, è tra le più ricche e complete raccolte di armi e di armature d' Europa. Oltre alle armi e alle armature da parata di fabbrica milanese, francese e fiamminga, di particolare interesse le armi di Emanuele Filiberto (1561).
La chiesa seicentesca di San Lorenzo (Guarino Guarini), oltre ad essere di grande interesse architettonico, è tra le più belle della città. Priva di facciata, fu costruita dal 1668 al 1680; opera significativa per la struttura complessa dell'interno a pianta centrale, decorata di marmi policromi e per una originale cupola.
La Piazza Cesare Augusto conserva elementi archeologici di grande interesse; resti di mura, un tratto della pavimentazione stradale romana e la romana Porta Palatina (I secolo d.C.), che rappresenta la più cospicua testimonianza dell'antica Augusta Taurinorum. Mentre a sinistra del Duomo vi sono i resti del teatro Romano.

Il Museo Pietro Micca è situato al numero civico 17 della via Guicciardini che espone plastici, mappe cimeli riguardanti la Cittadella di Torino come era all'epoca dell'assedio posto dai francesi nel 1706. Vi sono sotterranei che si estendono per 14 km. sotto la città sino ad arrivare alla scala ove avvenne il sacrificio di Pietro Micca.
La Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea, seconda in Italia solo a quella di Roma, ospita opere dell' '800 di Fontanesi, Delleani, Avondo, Grosso, Pellizza, Cremona, Induno, Signorini, Fattori, ecc.; del primo novecento con opere di Modigliani, Spadini, De Chirico, Tosi, Carrà, Morandi, De Pisis, Rosai. Per la scultura opere del Canova, Vela, Manzù, Fazzini, Mastroianni. L'arte europea è rappresentata da opere di Renoir, Chagall, Utrillo, Klee, Coubert, ecc.

Tra le Manifestazioni ricordiamo che, la prima domenica di settembre, si svolge la commemorazione della Liberazione dall'assedio del 1706, simbolo della libertà e dell'indipendenza di Torino. Nel pomeriggio, il Gruppo storico sfila con le divise e le armi dei diversi corpi dell'epoca. Salve di fucileria e di artiglieria vengono fatti nelle soste alla Cittadella e al Palazzo del Municipio. Mentre il mercato del "c'era una volta", denominato Gran Balon, si svolge la seconda domenica di settembre.

La cucina tradizionale comprende: gli "agnolotti", ravioli con ripieno di carne o di spinaci; il bollito misto; la "fonduta" con i tartufi; la "bagna caôda", cardi e verdure crude in intingolo; le costolette di "sanato" (vitello allevato col latte). La pasticceria torinese è basata sulla panna "chantilly" e le creme al liquore; i "gianduiotti", con pasta di cacao e nocciole. Tra i vini ricordiamo il Carema dell'Alto Eporediese, il bianco Erbaluce di Caluso, il Calluso Passito e il Freisa di Chieri.