Novara è situata nella Pianura Padana tra il Ticino e il Sesia, ad un passo dal confine con la Lombardia, la storia ne ha fatto la più lombarda delle città piemontesi. La storia ci dice che la città è di origine ligure e dal I secolo a.C., per opera di Giulio Cesare, municipio romano. Gli allineamenti di corso Italia e corso Cavallotti e di corso Cavour e corso Mazzini sono, rispettivamente, il "decumanus" e il "cardo" della piccola "Novaria" romana. Evangelizzata dal primo vescovo, Gaudenzio (397-418), sotto i longobardi fece parte del ducato detto "di Bulgaria", quindi passò ai franchi e, verso il XII secolo, divenne libero comune, in lotta con Vercelli per il predominio della Valsesia. Nel 1311 venne sottomessa dai Visconti, poi dagli Sforza, e fece parte del ducato di Milano fino al 1535, quando fu presa dagli spagnoli; il sistema di viali che, intorno al centro, disegna un pentagono (i "baluardi") indica il sito della città fortificata che gli spagnoli eressero tra il 1553 e il 1606, sventrando la città e demolendone i borghi fuori porta. Carlo V aveva preso Novara e ne aveva fatto un marchesato per Pier Luigi Farnese (1538), ma gli spagnoli restarono per due secoli in quella che era diventata una piazzaforte militare di confine. Nel 1714 passò all'Austria e nel 1738 fu incorporata nello stato dei Savoia, di cui seguì da allora le sorti politiche. Un secolo più tardi inizia quel rinnovamento urbano che portò alla demolizione delle mura spagnole e alla trasformazione dei bastioni in viali alberati.Itinerari Culturali L'odierna città conserva notevoli monumenti nel centro storico, dov'è ancora intuibile l'impianto stradale ortogonale risalente alla centuriazione romana. Ricordiamo il Battistero paleocristiano, costruito dal V al X secolo, il Broletto, la basilica di San Gaudenzio (XVI-XVII secolo) e il Duomo. Il Duomo è un edificio con campanile barocco e cupola a guglia (1888) di Alessandro Antonelli, alta 21 m., conserva al suo interno, sei arazzi e lo Sposalizio di Santa Caterina di Gaudenzio Ferrari (XVI sec.). Nella sagrestia inferiore, vi sono affreschi staccati del Lanino e del Giovenone; attigua alla sagrestia, la Cappella di San Siro, resto dell'antica costruzione con affreschi romanici e gotici (sec. XII-XIII). Il tesoro comprende il cosiddetto dittico dei Vescovi di Novara (sec. XIII). Nel sottostante Battistero, edificio paleocristiano del V secolo, i restauri hanno riscoperto preziosi affreschi con scene dell'Apocalisse, probabilmente della fine del X secolo. Dai portici di piazza della Repubblica, si accede a un'ampia corte cinta da edifici medievali, che raduna i palazzi del Podestà (XIV-XV secolo), del Comune e il palazzetto dei Paratici (XIII-XV secolo). Nel cortile vi è l'ingresso al Museo civico che raccoglie: una sezione archeologica con materiale preistorico, protostorico e romano, armi e opere d'arte di origine locale; dipinti di Cerano, Crespi, Lanino, Moncalvo, Tanzio da Varallo e la galleria d'arte moderna con una buona documentazione della pittura dell'800.
La basilica di San Gaudenzio fu iniziata nel 1577 su disegno di Pellegrino Tibaldi, la cupola, di Alessandro Antonelli (1888), è alta 121 metri, mentre il campanile è di Benedetto Alfieri (1786). All'interno si possono ammirare vari affreschi e una tela con il Giudizio Universale del Morazzone; una ricca cappella barocca (1674-1711) con l'urna di San Gaudenzio; un polittico di Gaudenzio Ferrari e una tela di Tanzio da Varallo del 1629. A Oleggio si può visitare il Museo etnografico, la chiesa romanica di San Michele (sec. XI-XII) con cripta e affreschi. A Varallo Pombia, nel Municipio, il Museo Archeologico conserva reperti della cultura di Golasecca dell'epoca romana. A Galliate, da visitare il castello sforzesco del XV secolo. Il castello di Vespolate, rinnovato tra il XV e il XVI secolo era, nel medioevo, la residenza estiva del vescovo di Novara. Tra i piatti tipici: la "paniscia", minestra di riso con verdure, fagioli e salsiccia; il "tapulon", carne d'asino tritata e cotta nel vino; i "salam d'la duja" salami conservati sotto grasso in vasi di coccio. Tra i vini ricordiamo il Cusio, il Boca, il Fara, il Ghemme e il Sizzano. |