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Regione Molise

Il Molise si Affaccia per un breve tratto a nord-est sul mare Adriatico, confina a nord-ovest con l'Abruzzo, a ovest con il Lazio, a sud con la Campania, a est con la Puglia. È ripartita nelle province di Campobasso e di Isernia; il capoluogo regionale è Campobasso. La regione corrisponde a grandi linee all'antico Sannio, la terra abitata dai sanniti, entrati in contatto con i romani nel VI secolo a.C. L'odierna denominazione, che è di epoca medievale, corrisponde a quella di un piccolo centro fortificato, situato in prossimità di Campobasso; comunque, tra l'XI e il XII secolo, il ducato del Molise era già solidamente attestato.
Il territorio, la cui forma ricorda un rettangolo irregolare, che dall'Appennino si spinge verso nord al mar Adriatico, è  per il 55,4% montuoso e per il resto collinare. La zona montana non forma una sezione appenninica a sé stante: include a nord il tratto più meridionale dell'Appennino abruzzese (Petroso 2247 m.), a sud quello più settentrionale dell'Appennino campano (Miletto 2050 m.), entrambi aspri e dirupati. Tuttavia, se si eccettuano pochi rilievi confinari, in genere la morfologia della montagna molisana è meno rude e imponente di quella del vicino Abruzzo: le vette si mantengono sui 1000-1500 m. e hanno profili arrotondati. Sono peraltro pochi i valichi agevoli e l'isolamento è stato nella storia una costante regionale. A nord la Bocca di Forlì, indicata come limite convenzionale tra l'Appennino centrale e quello meridionale, è situata a 998 m. di quota; scende invece a soli 515 m. la Sella Vinchiaturo, che raccorda il Molise con la Campania. Le colline si spingono sin quasi alla costa, che è bassa e priva di porti.
Tra i fiumi, pochi e corti, il Trigno (84 km.), Fortore (86 km.) e Volturno (175 km.), di cui è molisano solo il tratto superiore e che ben presto entra in Campania, tributando quindi al mar Tirreno, si ricorda il Biferno, che è il principale. Il fiume scende dai monti del Matese ed è immissario ed emissario del lago di Guardialfiera e forma la valle più ampia della regione. Uno sbarramento sul Fortore ha originato il bacino artificiale di Occhito (12 km²), in parte però in territorio pugliese. Tutti i corsi d'acqua hanno regime torrentizio, con piene invernali e marcate magre estive. In clima ha caratteri di continentalità nell'interno, mentre è mite in prossimità della costa. La tutela dell'ambiente naturale non è mai stata una preoccupazione primaria del Molise, che si colloca tra le ultime regioni italiane per la percentuale di aree protette; queste in pratica corrispondono alla sezione molisana del Parco Nazionale d'Abruzzo. Tra le poche aree protette si segnalano: l'
Oasi di Pesche, l'Oasi di Castiglione e infine le Riserve di Collemeluccio e Montedimezzo (vedi...).
Nelle colline sussiste abbastanza rigogliosa la macchia mediterranea, con arbusti di timo, rosmarino e lavanda; alle quote più elevate si trovano bei boschi di querce, faggi, pini e abeti. Anche la fauna è più ricca che nella maggior parte delle regioni d'Italia; alcune specie però si sono salvate grazie alla protezione offerta dal Parco Nazionale d'Abruzzo. La regione ospita lupi, volpi, lepri, scoiattoli, camosci e, più rari, gatti selvatici; tra gli uccelli numerosi sono i rapaci.
Le principali colture sono quelle dei cereali, dell'olivo e della vite, oltre a quelle orticole. Le bellezze naturali potrebbero costituire delle buone risorse turistiche, sia montane che marittime che sono, in molte zone, ancora naturali. Si hanno centri di sport invernali a Capracotta (Isernia), e soprattutto a Campitello Matese, cui si aggiungono, sulla costa, alcune località balneari, come Termoli.

Il territorio corrispondente all'attuale Molise condivise la storia della più ampia area abruzzese fino alla caduta dell'impero romano: di questo lungo periodo di tempo è da sottolineare la rilevanza archeologica dei ritrovamenti di Larino, con reperti di mosaici policromi di eccellente fattura. I principali centri molisani divennero colonie romane: tra queste si segnalano Isernia, colonia dal 262 a.C., Venafro, le cui origini risalgono all'età augustea, e Bojano, sorta all'epoca di Vespasiano. Proprio a quest'ultima città i longobardi aggregarono un territorio autonomo, il gastaldato di Bojano, che all'epoca dei normanni diverrà il Comitatus Molisii, nucleo originario dell'identità storica della regione. Data fondamentale nella storia del Molise è il 1221, anno in cui l'imperatore Federico II trasformò il Molise in un distretto di giustizia imperiale, nel quale l'autorità regia si sovrapponeva a quella dei feudatari.
La contea del Molise nel Basso Medioevo conobbe l'immigrazione di zingari e di schiavoni, e nel XV secolo quella degli albanesi, che fondarono diversi centri e si insediarono anche nell'adiacente zona intorno a Foggia. Sotto la dominazione spagnola fu aggregata alla Capitanata (Foggia), di cui condivise l'ampia autonomia. Nel 1811 Gioacchino Murat stabilì che il Molise divenisse provincia a sé e tale divisione amministrativa fu ripresa dopo l'unità d'Italia. Negli anni tra il 1861 e il 1865 costituì uno degli epicentri del fenomeno del brigantaggio, espressione del malessere delle plebi montanare e contadine del Sud, e strumento in mano ai borbonici per opporre resistenza allo Stato unitario.