Pavia è situata nella bassa Pianura Padana sulla sponda sinistra del Ticino, entro l'area del Parco Regionale, che lambisce il suo centro storico. Secondo la tradizione, furono le tribù di Lerici e Marici i primi abitanti della zona. Verso la fine del II secolo a.C. divenne municipio sotto Cesare con il nome "Ticinum"; il nome più tardo, Papia, deriva da quello di una tribù romana alla quale era stata associata. Agevolata in ogni sua attività dalla posizione al centro di un sistema di comunicazioni fluviali e stradali, nella Gallia cisalpina e verso la transalpina, fu conquistata dai Goti di Teodorico e questi la scelse come una delle sue capitali, l'abbellì e la fortificò e vi costruì, come a Verona e a Ravenna, una "palatium". Divenne poi capitale longobarda (572-774), e nel 774, dopo mesi di assedio, si arrese ai franchi di Carlo Magno. A Pavia, nella chiesa palatina di S. Michele, l'imperatore scendeva ad incoronarsi re d'Italia (Enrico II, Arduino d'Ivrea e Federico Barbarossa). Alla metà del XII secolo va' situata la lotta delle città lombarde contro l'impero, nella quale Pavia si schierò con l'imperatore, ottenendo da Federico Barbarossa ampi privilegi e riconoscimenti della propria autonomia. Fu proprio in questo periodo che vengono eseguiti grandi opere di qualità artistiche di edifici religiosi: San Michele, San Giovanni in Borgo, San Teodoro, Santo Stefano, San Pietro in Ciel d'Oro sono alcune delle cadenti chiese altomedievali che vengono sottoposte ad una generale opera di rifacimento. Sono 130 le chiese elencate nel 1330 dallo storico pavese Opicino de' Canistris. Dopo lunghi conflitti tra fazioni cittadine, nel 1359 divenne possesso dei Visconti di Milano, che iniziarono un periodo di rinnovamento urbanistico ed edilizio proseguito, dal 1454 in poi, dagli Sforza. Basti ricordare la Strada Nuova, Piazza Grande e il Castello, alla costruzione del quale collaborarono, tra il 1360 e il 1365, illustri architetti ai quali fu commissionata anche, dalla stessa famiglia signorile, un monumento funebre che fosse di inedita grandiosità. La cappella di famiglia fu concepita all'interno di una vastissima chiesa affidata ai Certosini. Fondata nel 1396 da Gian Galeazzo Visconti e continuamente arricchita di decorazioni artistiche (Mantegazza, Procaccini, Solari, Perugino, Bergognone, Amadeo, Guercino), la Certosa di Pavia costituisce oggi un vero pregevole museo del barocco lombardo. Nel 1525, nei suoi pressi l'esercito di Carlo V sconfisse i francesi di Francesco I e Pavia entrò nell'orbita spagnola insieme al Ducato di Milano, di cui seguì le sorti, fino all'inizio del Settecento, quando tutto il territorio passò all'Austria e quindi ai Savoia con Lomellina e Oltrepò (trattato di Worms, 1743).Itinerari Culturali Il nucleo storico, definito dai viali di circonvallazione, mostra chiaramente l'area del castrum romano rettangolare, al suo interno sono conservati i principali monumenti cittadini. Capolavori di architettura romanica sono la basilica di San Michele, la chiesa di San Pietro in Ciel d'oro e SanTeodoro. Il castello visconteo, ospita oggi il Museo civico e la Pinacoteca. Il Duomo con belle forme rinascimentali che rivelano la mano del Bramante, mentre la facciata e la cupola sono di fine Ottocento. Sulla vicina piazza della Vittoria, di creazione viscontea, sorge il Broletto, Palazzo Comunale del XII secolo, successivamente rimaneggiato. Lungo Strada Nuova, che corre da nord a sud fin da quando era il cardo maximus della città romana, si affacciano il teatro Fraschini, o dei Quattro cavalieri, fondato nel 1771 e costruito su disegno di Antonio Galli Bibiena e il palazzo dell'Università, con cinque cortili, iniziato dagli Sforza nel 1485 ma rifatto da Giuseppe Piermarini e da Leopold Pollack nella seconda metà del Settecento, al tempo di Maria Teresa d'Austria, e terminato nell'Ottocento. Sulla riva destra del fiume si apre il Borgo Ticino, dove si trova la chiesa romanica di Santa Maria in Betlem, parzialmente restaurata; antico insediamento di pescatori e battellieri, Borgo Ticino è collegato al centro storico dal noto Ponte Coperto, andato distrutto nei bombardamenti aerei del 1944 e ricostruito nel dopoguerra sul medesimo disegno. La basilica di San Michele è di fondazione longobarda e fu ricostruita verso la metà del XII secolo. Vi ebbero luogo varie incoronazioni di re e di imperatori tra cui Federico I detto il Barbarossa. L'interno ha una struttura a tre navate su pilastri, si possono ammirare: nella cappella a destra del presbiterio, un Crocifisso in lamina d'argento (sec. X); l'altare maggiore è ornato di rilievi di maestri campionesi (1383); nel catino dell'abside un affresco (Incoronazione della Vergine) della fine XV secolo; cripta a tre navate su colonnine. San Pietro in Ciel d'Oro. Iniziata nel 1117 e consacrata nel 1132, in seguito parzialmente ricostruita. Il suo interno accoglie, sopra l'altare maggiore, la gotica arca di sant'Agostino (1362) in cui si ritiene siano contenute le spoglie del santo filosofo, secondo la tradizione, portate da Ippona a Cagliari e da qui a Pavia dal re longobardo Liutprando nell'VIII secolo; nella cripta sono conservate le ossa di Severino Boezio, il filosofo romano consigliere di re Teodorico e da questi fatto uccidere nel 524 con l'accusa di tradimento. Castello Visconteo. Iniziato nel 1360 da Galeazzo II, è un grande edificio quadrilatero in laterizi, con torrioni angolari, due ordini di bifore gotiche e merlature. Notevole il vasto e bel cortile a portici e logge e decorazioni in cotto. Al suo interno numerose sale ospitano il Museo Civico con la sezione Archeologica romanica e altomedievale, il museo di scultura, e la Pinacoteca Malaspina ove si possono ammirare le opere dal XII secolo ai primi del '600 con dipinti del Foppa, Boltraffio, Bergognone, Giambono, Giovanni Bellini, Buttinone e Correggio. Il Duomo, iniziato nel 1488 su disegno di Cristoforo Rocchi, Giovanni Antonio Amadeo e Gian Giacomo Dolcebuono. Intervennero nel corso dei lavori (1490), che si protrassero per quasi tutto il XVI secolo, Bramate, Leonardo da Vinci e Francesco di Giorgio. La costruzione è a pianta centrale, il suo interno è un complesso organismo a croce greca, con un vasto corpo centrale sormontata da una grandiosa cupola su alti pilastri. La cripta reca nelle volte l'impronta dell'arte del Bramante. San Teodoro. La chiesa risale al XII secolo. L'interno, a tre navate, conserva vari affreschi dal XIII al XVI secolo, fra cui una veduta di Pavia nel 1522, con le sue numerose torri, affresco attribuito a Bernardino Lanzani. A 9 km verso nord sorge la celebre Certosa di Pavia, fondata nel 1396 da Gian Galeazzo Visconti come mausoleo della famiglia. Suggestivi sono i due chiostri e notevole è la chiesa terminata nel 1473, sovrastata da un alto tiburio e caratterizzata dalla mirabile facciata marmorea terminata nel Cinquecento. Il complesso architettonico della Certosa è un'opera di grande rilievo poiché testimonia l'evoluzione dell'arte lombarda dal tardogotico al Rinascimento e al manierismo. All'interno, si ricordano fra l'altro opere del Perugino, del Bergognone, le statue tombali di Beatrice d'Este e di Ludovico il Moro, opera di Cristoforo Solari (1497), il coro ligneo del 1486 e il polittico in avorio della bottega degli Embriachi (1400). Belgioioso. Nel Castello, fortezza medievale e dimora signorile, fu precettore Giuseppe Parini; l'Oratorio quattrocentesco di S. Giacomo della Cerreta conserva affreschi dell'epoca e una "Madonna col Bambino" di Vincenzo Foppa. Lomello. La leggenda vuole che nel 590 vi si unissero in matrimonio Teodolinda e Agilulfo, sovrani longobardi fautori della conversione del loro popolo al cattolicesimo. Il centro è famoso per il nucleo altomedievale che, nonostante le successive trasformazioni, rivela nei resti delle mura, nel castello nella chiesa e il battistero, l'antica destinazione a capoluogo di contea. Santa Maria Maggiore è una costruzione dei primi dell'XI secolo, l'interno, asimmetrico, conserva una cripta antichissima. Accanto si trova il battistero di S. Giovanni ad Fontes che risale al V secolo e conserva l'antica vasca battesimale dove ci si immergeva per essere battezzati. La gastronomia del pavese ha il suo piatto forte nella zuppa alla pavese, una sorta di brodo bollente con uova, pane e formaggio; molto diffuse anche le rane fritte o in guazzetto; ottimi anche i salumi (salami, cotechini, e mortadella di fegato). Tra i vini, con il nome preceduto dalla parola "Oltrepò Pavese": Barbera, Cortese, Bonarda, Buttafuoco, Sangue di Giuda, ecc. |