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Milano è situata a 122m s.l.m. nel cuore della fertile pianura padana, tra i fiumi Ticino ad ovest, Adda a est e tra le Prealpi Lombarde a nord e il fiume Po a sud; punto d'incontro naturale delle grandi vie di comunicazione internazionali e interne, transalpine e pedemontane, Milano gode di una posizione geografica privilegiata che è all'origine del suo straordinario sviluppo economico. Il clima è continentale, con estati calde e inverni freddi, umidi e nebbiosi. La piovosità, distribuita in tutti i mesi dell'anno, registra punte massime in autunno e primavera. Intorno alla città si trovano Oasi, Parchi (Parco del Ticino e Parco Sud) e Riserve.
La città, che presenta una caratteristica pianta monocentrica, fu fondata dai Galli Insubri in una data incerta che varia dalla fine del VI sec. a.C., all’inizio del IV sec. a.C.; corrisponderebbe all'anno della distruzione di due importanti città della potenza etrusca, Veio a sud e Melpum a nord (396 a.C.). Sulle diverse etimologie del nome Museo_ArchMediolanum o Mediolanium (delle quali la più comune è "la città tra i due fiumi", cioè Lambro e Olona o Seveso), sembra prevalere quella che, basandosi sul confronto con altre località omonime, lo considera un termine dell'area celtica, derivato dalle radici medio e lan, corrispondente al latino planus, che indicherebbe il "luogo di mezzo in pianura".
La città, che all'inizio doveva essere una borgata sprovvista di mura, mentre favorì la sia pur lenta formazione di una civiltà gallo-etrusca, divenne la base degli Insubri per rapide incursioni in tutta la penisola. Se ne preoccuparono i Romani che, nel corso di diverse spedizioni nella pianura padana, assoggettarono assieme alle altre tribù galliche anche gli Insubri e occuparono Milano con Cneo Cornelio Scipione nel 222 a.C. La discesa di Annibale in Italia (218) le restituì la libertà per un breve periodo; passò, quindi, definitivamente sotto la dominazione romana, dopo che gli Insubri furono sconfitti da Valerio Flacco nei dintorni della città stessa (194 a.C.). Con i patti del 191 a.C., suggellati da un'alleanza (foedus), Milano iniziò la sua ascesa nell'ambito del mondo romano. La colonizzazione con agricoltori latini, l'istituzione di mercati, la bonifica e la centuriazione delle terre, l'introduzione di nuove colture aggiunte alla sua felice posizione geografica le procurarono un'invidiabile prosperità e un posto importante fra le città della Transpadana. Con la Lex Pompeia (89 a.C.) Milano ottenne lo statuto di colonia latina; nel 49 a.C., in virtù della Lex Roscia, ricevette, insieme con altri centri della Cisalpina, la cittadinanza romana e di conseguenza fu eretta a municipium civium Romanorum.
Non sono molti, dopo l'intenso rinnovamento della città, i resti dell'abitato di epoca antica. Accanto alle già noteColonne di  S.Lorenzo tracce di un teatro di età augustea, un'aula absidata di epoca flavia e alle sedici colonne di fronte alla basilica di San Lorenzo, risalenti a un tempio del II sec. d.C., i lavori della metropolitana hanno consentito un'esplorazione del sottosuolo della città e l'identificazione di alcuni siti  dell'insediamento romano. Nessuna traccia invece è stata rinvenuta dell'impianto urbanistico celtico. Il foro è stato definitivamente indicato nell'area di Piazza San Sepolcro; localizzati in Via Croce Rossa l'alveo di un fiume e una piccola necropoli, un avanzo dell'arena è stato ritrovato in Via De Amicis.
Il palazzo imperiale di Massimino, che fece di Milano la sua capitale, è stato localizzato tra Corso Magenta e Via Torino; dello stesso periodo è una strada pavimentata rinvenuta nel sottosuolo di Piazza del Duomo. Le terme dell'imperatore sono state rinvenute in Via Brisa e le cosiddette "terme erculee", aperte al pubblico, nelle vicinanze di Via Larga. L'unica torre superstite delle mura è inclusa nell'edificio del Museo archeologico di Corso Magenta; uno dei grandi "horrea" in Via dei Bossi, per l'ammasso del grano. Resti del battistero ottagonale, voluto da Sant’Ambrogio, sono visibili sotto la gradinata del Duomo. La principale scoperta è comunque avvenuta in Via Lamarmora, dove, accanto al teatro Carcano, è stato riportato alla luce il basamento dell'arco trionfale che, dalla Via Emilia, immetteva al centro della città attraverso il Corso di Porta Romana. L'arco, noto attraverso le fonti letterarie e la toponomastica antica (nel Seicento sorgeva in quest'area l'ospedale di San Lazzaro all'Arco), era quadrifronte o tetrapilo, databile alla seconda metà del IV sec. d.C.
La strada, larga complessivamente trenta metri, si presentava fiancheggiata da portici continui a colonnato centrale, costituiva così il monumentale ingresso alla città la cui porta principale, a chi provenisse da Roma, si apriva nell'area di Piazza Missori.
Tra le sculture, notevoli una statua di Artemide, ritratti imperiali, tra cui la testa dell'imperatore Massimino il Trace, alcune stele funerarie e sarcofagi in gran parte accolti nel rinnovato Museo archeologico.
Il più insigne monumento di Milano paleocristiana tuttora esistente è l'imponente basilica di San Lorenzo, fondata nel 350 circa. Paleocristiani sono pure il Sacello di San Vittore in Ciel d'oro del IV sec., annesso alla basilica di Sant'Ambrogio, e le chiese di San Nazaro (basilica Apostolorum) e San Simpliciano (basilica Virginum). Del IX sec. è San Vincenzo in Prato, ancora integro nella struttura delle navate. La città si rivela così uno dei più ricchi centriSan Ambrogio italiani d'arte tardo-antica, paleocristiana e protoromanica, mentre nel XII sec. vi matura quel romanico-lombardo divenuto esemplare come la più alta espressione di razionalità espressa dall'Europa dopo la caduta dell'Impero.
San Celso, Sant'Eustorgio, Sant'Eufemia, San Babila, Santa Maria la Rossa, San Sepolcro, San Maurizio, San Calimero e Sant'Ambrogio sono i titoli delle chiese ancora superstiti, alcune quasi irriconoscibili per le modifiche e le giunte, altre ripristinate.
Nella prima metà del Quattrocento crebbe il Castello Sforzesco e sorsero il Palazzo Borromeo, del quale sopravvivono, dopo l'ultima guerra, pochi resti di muratura e i noti affreschi della "sala dei giochi", l'Ospedale Maggiore, detto "Ca' Granda", su progetto del Filarete, e la cappella Portinari in Sant'Eustorgio con gli affreschi del Foppa.
Nella seconda metà del secolo trionfò il gusto rinascimentale lombardo, caratterizzato dalla pittoresca decorazione ma già sensibile alla monumentalità di Bramante, lungamente operoso nella città. Si ricordano San Fedele, San Pietro in Gessate, Santa Maria del Carmine, Santa Maria Incoronata, Santa Maria presso San Satiro (Bramante), Santa Maria delle Grazie (Bramante e Solari), la canonica e i chiostri di Sant'Ambrogio (Bramante) e quelli di Sant'Eustorgio. San Maurizio al Monastero Maggiore (con gli affreschi di Benardino Luini) e la cappella Trivulzio. Santa Maria presso San Celso e Santa Maria della Passione sono le architetture più espressive di questo classicismo lombardo. In questo lungo periodo gli altari e le volte delle chiese si arricchirono di pale e di affreschi caratterizzati dal morbido plasticismo luministico creato dal Foppa e destinato a incontrarsi con l'opera di Leonardo, lungamente attivo a Milano, dove nacquero la "Vergine delle rocce", oggi al Louvre, e il "Cenacolo" nel refettorio di Santa Maria delle Grazie. Si ricordano anche il Bergognone, il già citato Bernardino Luini e Gaudenzio Ferrari, che esercitò una grande influenza sui pittori del periodo successivo, dal Lomazzo al Cerano.
Col dominio spagnolo sorse la munitissima cerchia dei bastioni, ed ebbe inizio un largo rimaneggiamento architettonico-edilizio: molti dei monumenti milanesi superstiti appartengono a questo tempo, dal palazzo dei Giureconsulti del Seregni, autore anche della certosa di Garegnano, al palazzo Marino (oggi municipio) di Galeazzo Alessi, al Collegio elvetico del Mangone, al palazzo di Brera di Francesco Maria Richini. Villa RealeNella seconda metà del Settecento si affermò l'opera neoclassica di G. Piermarini coi palazzi Belgioioso, Greppi e Reale e con il teatro alla Scala; nacquero la Villa Reale del Pollack e il Palazzo Serbelloni di Simone Cantoni. Il periodo napoleonico fu monumentale nei propilei di Porta Ticinese e nell'Arco della Pace di Luigi Cagnola. Uno dei personaggi più rappresentativo dell'eclettismo dell’ottocento fu Giuseppe Mengoni, con la galleria Vittorio Emanuele II e la sistemazione di piazza del Duomo. Nello stile liberty sono invece il Palazzo Castiglioni del Sommaruga e la Stazione Centrale inaugurata nel 1931, su progetto di U. Stacchini.

Itinerari Culturali
Da visitare: il Duomo e il Museo del Duomo, la Pinacoteca di Brera e la Pinacoteca Ambrosiana, il Museo teatrale della Scala, il Museo Poldi Pezzoli, il Civico Museo del Risorgimento, il Museo Civico di Storia Contemporanea, la Galleria d’Arte Moderna, Civico Museo Archeologico, Santa Maria delle Grazie (Cenacolo di Leonardo), Museo Nazionale della Musei del Castello - RondaniniScienza e della Tecnica "Leonardo da Vinci", i Civici Musei del Castello. All’interno del Castello sono ospitate alcune delle principali istituzioni culturali del Comune di Milano: le Civiche raccolte d’arte, la Biblioteca d’arte, il Civico archivio fotografico, il Museo degli strumenti musicali, la Pinacoteca Civica, la Civica biblioteca numismatica e archeologica, la Raccolta delle stampe Achille Bertarelli, l’Archivio storico civico ed infine, le sezioni dedicate all’Egitto e alla preistoria del Civico museo archeologico.
Non meno importanti, nella vita culturale della città, sono le biblioteche. La più antica è l'Ambrosiana, aperta al pubblico nel 1609; seconda in ordine di tempo la Biblioteca di Brera o Braidense, aperta nel 1786, e la Trivulziana sorta su un nucleo quattrocentesco del Trivulzio. Di origine più recente (1890), la Comunale, situata a Palazzo Sormani. Fra le altre sono da ricordare le biblioteche del Museo del Risorgimento, del Conservatorio di musica, del Centro nazionale di studi manzoniani e dell'ISPI (Istituto per gli studi di politica internazionale).
Altro fiore all’occhiello sono i teatri: il salone Margherita e il teatro delle Commedie (XVI e il XVII sec), ambedue eretti nei cortili dell'attuale Palazzo Reale furono più volte distrutti e riedificati con vari nomi, fu inaugurato nel 1778 il nuovo teatro alla Scala cui si affiancarono il teatro della Cannobiana (1779), il teatro dei Filodrammatici (1800), il teatro Carcano (1803), il teatro Re (1813) e il teatro Fiando, poi Gerolamo(1815). Nel tardo Ottocento svolsero un'importante attività teatrale il Lirico, sorto nel 1894 sull'area del teatro della Cannobiana, il teatro della Commedia (1872), poi Manzoni, l'Olimpia (1899), distrutto nel 1943. Nel periodo fra le due guerre spiccava l'attività del teatro Odeon (1928), cui si aggiunse nel 1938 il Teatro Nuovo, ancor oggi tra i più frequentati teatri milanesi, assieme al Piccolo Teatro (1947), al teatro di Via Manzoni (1950), che dal 1963 ha preso il nome di teatro di via Manzoni "Renato Simoni".
Numerose sono le istituzioni culturali: Università di Stato (1924), Politecnico (1863), Università Cattolica del Sacro Cuore (1921), Università Commerciale "Luigi Bocconi" (1902), Accademia di belle arti, Osservatorio Astronomico di Brera.
Milano è patria di numerosi uomini illustri; gli scrittori e letterati Alessandro Manzoni, Giovanni Berchet, Pietro e Alessandro Verri, Cesare Beccaria, Carlo Cattaneo, Carlo Maria Maggi, Giulio Carcano, Carlo Porta, Emilio De Marchi; i patrioti Pietro Borsieri, Federico Confalonieri, Luciano Manara, A. Sciesa, Carlo Tenca, Cesare Correnti; i matematici e scienziati Bonaventura Cavalieri, P. Frisi, B. Oriani, Maria Gaetana Agnesi, Carlo ed Enrico Forlanini; i pittori, architetti o scultori: Giovan Antonio Boltraffio, Andrea Appiani, Luigi Cagnola, Gerolamo e Domenico Induno, Emilio Gola, Filippo Carcano, Luca Beltrami, Gio Ponti.

Non si può parlare di Milano senza pensare anche al panettone. Secondo Francesco Cherubini, autore del più ponderoso "Vocabolario milanese-italiano", panattòn è un "pane di frumento addobbato con burro, uova, zucchero e uva passerina (ughett) o sultana, che intersecato a mandorla quando è pasta, cotto che sia risulta a molti cornetti".