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Monumenti, Gallerie d'Arte, Teatri, ecc.

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Mantova sorge in un settore molto fertile della bassa Pianura Padana e si estende su una penisola fra i laghi Superiore, di Mezzo e Inferiore, formati dal fiume Mincio, affluente del non lontano Po.
Questa città insulare fondata, secondo la leggenda, dall'indovina Tebe Manto, ha in realtà un' origine etrusca, l'antica Mantua (così chiamata dai romani) fu un piccolo centro fortificato, situato probabilmente sull'area che venne poi occupata dalla città alto-medievale, all'estremità nord-est dell'attuale centro abitato.
Terminato il lungo periodo delle invasioni barbariche, nel X secolo divenne dominio dei Canossa, quindi, dalla prima metà del XII secolo, si diede ordinamenti comunali e poté espandersi verso sud grazie a una grandiosa opera idraulica, che nel 1190 limitò e mutò le vicine paludi, formate dal Mincio, in quattro laghi. La seconda linea di mura, eretta a sud della prima, servì a difendere la città, resa ormai insulare dallo scavo del Rio, il canale, ancora parzialmente esistente, che, attraversando l'abitato, univa il Lago Superiore all'Inferiore e sulla cui riva fu costruito il porto Catena.
Il passaggio dal Comune alla Signoria si ha con la conquista del potere (1272) da parte di Pinamonte Bonacolsi, che l'ebbe in signoria fino al 1328, quando iniziò l'era dei Gonzaga, durata quasi quattro secoli, durante la quale la città divenne uno dei massimi centri d'arte d'Italia. Continuava intanto una graduale espansione verso sud che portò Mantova a dotarsi di una terza linea di mura, all'altezza dell'attuale viale Risorgimento. I Gonzaga, marchesi dal 1433, duchi dal 1530 vi crearono una vastissima e fastosa corte che ospitò grandi artisti, fra cui Pisanello, Leon Battista Alberti, Mantegna, Giulio Romano. Una guerra di successione, un saccheggio ad opera di eserciti mercenari stranieri (1630) e la peste provocarono tuttavia il declino di Mantova e la condussero sotto il dominio dell'Austria (1707). Durante questa dominazione, venne trasformata in una delle città-fortezze del Quadrilatero, fino al 1866.
Il vasto centro storico, detto di Paiolo, ormai ritornato palude, fu affiancato a sud dai quartieri moderni, di estensione relativamente limitata, solo all'inizio del Novecento.
"Primo io, o Mantova, recherò a te le palme Idumée ed alzerò , nella verdeggiante pianura, un tempio marmoreo, vicino all'acqua dove il Mincio grande si aggira in lente sinuosità, e ricopre le rive di tenere canne". Con queste parole Virgilio, nato nel 70 a.C., si rivolge a Mantova, città d'arte e ricca di preziose testimonianze storiche che la collocano tra le più belle e illustri d'Italia.

Itinerari Culturali
Palazzo Ducale - Galleria degli specchiI principali monumenti del passato sono conservati soprattutto nelle due prime aree murate. Spicca il Palazzo Ducale, formato da numerosi edifici costruiti fra il XIII e il XVIII secolo, che si affacciano in parte sulla vasta piazza Sordello e che racchiudono giardini e piazze interne.
Notevoli sono anche il complesso medievale di piazza delle Erbe, che riunisce la romanica Rotonda di San Lorenzo (XI secolo), il duecentesco Palazzo della Ragione, fiancheggiato dalla Torre dell'Orologio (1473) e il Palazzo del Podestà (XII-XV secolo); il Duomo, con facciata settecentesca; le chiese, su progetto di Leon Battista Alberti, di San Sebastiano (1460) e Sant'Andrea (1472-1699); la casa di Andrea Mantegna (1476); il Palazzo Te (1525-1535), situato oltre la terza linea di mura; il Museo civico, con sezioni d'arte egizia, moderna e di numismatica; il Palazzo d'Arco, neoclassico (1782-84), con ambienti dal pregevole arredo; il Teatro Scientifico o accademico; il seicentesco Palazzo Valenti e la quattrocentesca casa Andreasi; il Museo del Risorgimento e infine, il Museo diocesano nella grande piazza Virgiliana aperta sul lago di Mezzo.

Duomo. Di origine medievale, conserva un massiccio campanile romanico, resti gotici sul fianco destro e fu ricostruito nel XVI secolo. La facciata si ispira alla tradizione barocca romana; l'armonioso interno, opera di di Giulio Romano (1545), è a cinque navate. Nella navata destra, un sarcofago paleocristiano del V sec. e cappella battesimale gotica con resti di affreschi del Trecento. La cappella dell'Incoronata è opera probabile di Luca Fancelli (1480).
Il Palazzo Ducale sorge nel nucleo più antico della città, nella zona privilegiata, cioè nella parte alta per preservarla dalle inondazioni.Palazzo Ducale - Euterpe
La parte più antica della reggia è quella prospiciente piazza Sordello, in cui si innalzano le facciate gotiche della Magna Domus e del più imponente palazzo del Capitano, sede dei Bonacolsi che, come già detto, furono i primi signori della città.
Al suo interno è custodito un notevole patrimonio d'arte, che comprende fra l'altro un ciclo pittorico del Pisanello (prima metà del Quattrocento), affreschi di Giulio Romano, una pala di Rubens (1605)
Palazzo Ducale - ApolloL'aspetto più suggestivo e interessante della reggia consiste nel susseguirsi interminabile di sale preziosamente decorate che danno l'idea del fasto raggiunto dalla corte dei Gonzaga. Vogliamo qui citarne solo alcune come la Sala del Labirinto e il Salone dei Fiumi.
Lo scalone detto di Enea porta dal "salone di Manto" al castello di San Giorgio, l'ambiente di maggior interesse è la famosissima "camera degli sposi" o Camera picta, dipinta da Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474, in onore di Ludovico e di Barbara di Brandeburgo.
Il Castello di S. Giorgio è, come già detto, incorporato nel complesso di Palazzo Ducale. Eretto alla fine del '300 da Bartolino da Novara, ha quattro torri angolari merlate ed è cinto da un ampio e profondo fossato. Domina, in posizione scenografica, il passaggio tra lago di Mezzo e lago Inferiore
Nel Palazzo del Podestà (sec. XIII)  è stato allestito un piccolo museo dedicato al grande pilota automobilistico Tazio Nuvolari, nato a Mantova. Il palazzo, rimaneggiato nel '400, ha la fronte sull'attigua piazza Broletto, e reca dentro una nicchia una statua di Virgilio in cattedra (sec. XIII). All'angolo, le due trifore e la loggia sopra il voltone sono ciò che resta dell'Arengario.
Il Teatro Scientifico o Accademico è opera di Giuseppe Piermarini (1771-1775). La sala, considerata un gioiello dell'architettura teatrale barocca, è opera dell'architetto Antonio Galli Bibiena (1769). Al piano superiore si trova la Biblioteca con pregevoli edizioni virgiliane e una raccolta di ferri chirurgici del '700.
Il Museo diocesano "Francesco Gonzaga"è sistemato al primo piano dell'ex monastero di S. Agnese. Al suo interno opere pittoriche del XV e XVI secolo, oreficerie sacre dal tesoro del Duomo e della basilica di S.Barbara, armature del '400 e del '500 e documenti storico-artistici provenienti da parrocchie del mantovano.
Museo del Risorgimento. Nelle sue quattro sale conserva resti di antichi affreschi e raccoglie cimeli e documenti, soprattutto relativi all'episodio dei martiri di Belfiore.
Palazzo Te. Il nome di questa grandiosa villa deriva da quello antico della località (tejeto, luogo di capanne) e costituisce una delle meglio conservate testimonianze dell'architettura del '500. Disegnato e suggestivamente decorato da Giulio Romano per Federico II Gonzaga, è costituita da quattro bassi corpi chiusi intorno ad un cortile; all'interno, le sale hanno una fastosa decorazione e diversi affreschi opere dovute in gran parte da Giulio Romano e ai suoi allievi. Di particolare interesse, la Sala di Psiche, la Sala dei Giganti e la Loggia di Davide, luminoso elemento di collegamento tra il cortile d'onore e il giardino. L'edificio ospita anche il Museo Civico, suddiviso in sezioni con i nomi delle varie donazioni.
Sant'Andrea (1472-1699). Eretta su disegno di Leon Battista Alberti fu completata in due riprese tra il 1597-1600 e il 1697-1699; tra il 1732 e il 1765 vi fu aggiunta la cupola su disegno di Filippo Juvara. Sul lato sinistro della facciata, di impronta classica, si erge il campanile, gotico (1413) con grandi trifore. Il vasto interno è a navata unica dalla volta a botte, con transetto. Notiamo una magnifica cripta (1472) di Leon Battista Alberti; nelle cappelle, affreschi e pale d'altare di pittori del '500; la prima a sinistra è la cappella funeraria di Andrea Mantegna, tomba del pittore con busto in bronzo e dipinti alle pareti di scuola del Mantegna. Nel battistero, affreschi dei sec. XV-XVI staccati dal vestibolo della basilica.
San Sebastiano. La chiesa, di classica bellezza nella sobrietà delle sue linee, fu eretta dal 1460 su disegno di Leon Battista Alberti, la facciata è stata parzialmente alterata dai restauri effettuati nel 1925. All'interno si trova il monumento ai Martiri di Belfiore.

Importante il turismo artistico-culturale, nel capoluogo con escursioni in motonave sul Lago di Mezzo, sul lago Inferiore e lungo il corso del Mincio, attraverso il Parco del Mincio. Il Parco Regionale del Mincio si stende per un totale di quasi 170 Km² e di cui fanno parte 13 comuni, in un'area compresa il Garda e il Po. Istituito nel 1984 include le riserve naturali delle Valli del Mincio e di Castellaro Lagusello, presso Goito si trova il Centro Parco delle Bertone.
Il Santuario di Santa Maria delle Grazie, si trova all'interno del Parco del Mincio ed è circondato da un vasto canneto. Fu edificato tra il 1399 e il 1406.
A Goito, patria di Sordello, borgo situato all'interno del Parco del Mincio, troviamo la basilica barocca di San Pietro (1729), opera di Giovanni Maria Borsotto.
A Villimpenta, il castello scaligero che conserva due delle torri originali.
A Grazie di Curtatone, si svolge la Fiera di Ferragosto con raduno dei madonnari sul sagrato del santuario di Santa Maria delle Grazie.

La cucina mantovana si presenta come un misto di lombardo ed emiliano. Tra le specialità vanno ricordati i tortelli di zucca, gli "agnoli" dei Gonzaga, il risotto alla mantovana, la pasta con fagioli e salsicce. Tra i dolci la "brisolona", i "busolati" e tra i vini DOC troviamo il Colli Morenici, Lambrusco Mantovano ecc.