Le origini di Crema sono ancora avvolte nel mistero, né i pochi reperti archeologici conosciuti consentono di avanzare ipotesi concrete. Vari indizi suffragano la teoria, formulata di recente, secondo cui la città si sarebbe sviluppata, da una "statio" tardo-imperiale, su di un'isola dell'antico lago Gerundo. Ma siamo nel campo delle ipotesi e nella documentazione scritta, il nome "Crema" appare solo nella seconda metà del sec. XI. Il nome appare, nel 1074, senza alcuna qualifica, nel 1802 Crema è classificata come "locus", cioè semplice insediamento e, finalmente, nel 1084, è qualificata "castrum" cioè centro fortificato: un passaggio, non solo formale, da una allaltra categoria! Dopo soli quattordici anni, nel 1098, le fortificazioni furono utilizzate nel primo dei tanti scontri armati con Cremona. Lalleanza con Milano e linimicizia con Cremona e con Lodi sono una costante della politica cremasca per tutto il XII sec., ricco deventi, anche tragici, che interessano le città, soprattutto padane, tese allaffermazione delle autonomie comunali. Il lungo assedio del 1159, conclusosi con lincendio della città nel gennaio del 1160, è una testimonianza dellimportanza che i contendenti (Federico Barbarossa, cremonesi e lodigiani da una parte, milanesi ed i loro alleati dallaltra) attribuivano a Crema ed al suo territorio, zona ricca di risorgive, attraversata da corsi dacqua navigabili che sfociavano direttamente nel Po, percorsa da strade di sicuro interesse per i traffici della rinata attività commerciale. Le vicende politiche ed il caotico susseguirsi dalleanze e contrapposizioni che caratterizzarono detto periodo, ebbero una loro composizione nella pace di Costanza (1183), cui fece seguito un consolidamento dellegemonia di Milano nellambito del movimento comunale; e di questo nuovo assetto beneficiò Crema che, nel 1185, ottenne lautorizzazione imperiale per costruire le sue fortificazioni e poté di nuovo fregiarsi del titolo di "castrum". Nel XIII secolo, la città è interessata al deleterio fenomeno della nascita delle fazioni (guelfi e ghibellini), delle conseguenti lotte intestine, del sovvertimento del tradizionale sistema delle alleanze. A questo secolo debbono essere ricondotti la costruzione della torre del palazzo comunale e linizio dei lavori per la ricostruzione del Duomo. Nel XIV secolo, su di un tessuto sociale lacerato dalle discordie, che nemmeno lintervento dellimperatore Arrigo VII riesce a placare, si instaura la Signoria, dapprima, e per breve periodo, della Chiesa, e successivamente dei Visconti, che terranno Crema dal 1335 fino alla fine del secolo. È, il XIV, un secolo di particolare significato nel processo evolutivo della città. E il periodo in cui prende campo e si afferma una mentalità imprenditoriale e commerciale destinata ad improntare leconomia cittadina. Si investono capitali per lo sfruttamento delle risorse naturali (canali per lirrigazione, impianti industriali azionati da forza idraulica, ecc.), per impiantare culture pregiate, per strappare nuove terre allincolto. Nel 1341 viene portata a termine la fabbrica del Duomo e la città assunse quellimpianto che poi rimarrà definitivamente fissato con la costruzione delle mura venete (1480-1508). Due eventi caratterizzano il XV secolo: la Signoria locale dei Benzoni (Bartolomeo e Paolo, 1403-1405; Giorgio, 1405-1423) e dal 1449, il dominio della Serenissima, destinato a durare, salvo una breve interruzione (1509-1512), fino al 1797. Si apre con larrivo di Venezia una fase veramente nuova per la città di Crema, lessere provincia di confine del settore occidentale dei domini di terraferma le ottenne un trattamento privilegiato capace di assicurarle un buon grado dautonomia amministrativa; senza dubbio superiore a quello delle città dello Stato di Milano. Il periodo della dominazione veneta è altresì caratterizzato da una generalizzata tendenza alla nobilitazione, sia per i privati, sia per gli enti pubblici. A Crema viene riconosciuta la dignità di "città", nel 1580 diviene sede di autonoma diocesi, il governo cittadino è esclusivamente aristocratico. Ma "aristocrazia" significava soprattutto adeguare allo stato sociale il tenore di vita, vivere ed operare con liberalità, mantenere un decoro, anche esteriore, che testimoniasse immediatamente la posizione sociale. È, infatti, questo il periodo della "monumentalità", dello sviluppo delle arti liberali, delle grandi opere pubbliche: sorgono le possenti mura (1480-1508), viene ricostruito il palazzo comunale, vengono edificati tutti i palazzi privati, nascono la cappella del Duomo, lAccademia dei Sospinti, il Teatro; hanno nuovo impulso le scuole pubbliche, la pittura e la musica conoscono una loro stagione doro. Nel 1797 il periodo della dominazione veneta ha termine e cessa anche la posizione di Crema come capoluogo di provincia. Anche se formalmente per tutto il periodo di dominazione austriaca si parla di "provincia di Lodi e Crema", il centro della vita amministrativa è solo Lodi. Con lunità dItalia Crema viene definitivamente aggregata, col suo territorio, alla provincia di Cremona. Itinerari Culturali Da Porta Serio, si entra nella città storica di Crema, nella quale si trovano edifici pubblici e dimore private di architettura notevole. Porta Serio, come Porta Ombriano situata all'opposto della città, è un'opera di stile neoclassico del primo decennio dell'Ottocento, dell'architetto Faustino Rodi, la quale fu costruita in sostituzione delle porte militari facenti parte delle mura della città.
Piazza Duomo. È la piazza per eccellenza. Su di essa si affacciano il Duomo, il palazzo comunale con il Torrazzo e la Torre del podestà e il palazzo vescovile e la cortina di case a forte sviluppo verticale del lato sud.Nelle forme attuali il Duomo fu costruito tra il 1284 ed il 1341 nella stessa area occupata dalla chiesa distrutta, per ordine di Federico Barbarossa, nellincendio del 1160. Resti significativi di quest'ultima sono ancora visibili nella cripta: particolarmente interessanti sono laltarolo forse del sec. XI ed i vari tipi di muratura della zona absidale. Limponente facciata a vento racchiude nei suoi elementi decorativi (rosone, bifore, portale, clipei ecc.) valori simbolici che richiamano la storia della Salvezza. Linterno, maestoso e solenne, è caratterizzato da unarmonica coesistenza di elementi romanici con richiami del gotico. Alle pareti sono esposte opere di Vincenzo Civerchio "S. Sebastiano", Mauro Picenardi "Santa Lucia", Giovan Battista Lucini (quattro quadri eucaristici), Guido Reni "Cristo appare a S. Marco", Francesco Bissolo (1470-1540) "Sacra conversazione". Notevole, anche per la particolarità della iconografia, è il trecentesco Crocifisso ligneo, oggetto di profonda devozione da parte degli abitanti di Crema. Palazzo Comunale. È costituito da due corpi di fabbrica occupanti rispettivamente il lato occidentale e il lato settentrionale della piazza. Il primo è stato costruito a partire dal 1525, con porticato e due piani di elevazione. Il porticato è scandito da archi di stile bramantesco, mentre al primo piano la lunga teoria di finestre è piacevolmente interrotta da due trifore e da una bifora di sapore veneziano. Gli stemmi in pietra sono le insegne di alcuni podestà veneti. Sul lato nord il palazzo comunale si innesta alla più antica romanica Torre Guelfa. La parte posta a sud del Torrazzo ospitò dal 1681 al 1708 il Teatro, il secondo corpo di fabbrica, conosciuto come Palazzo Pretorio, con un magnifico portale marmoreo, è sicuramente il più antico. Subì però un radicale rifacimento tra il 1553 ed il 1555. Qui risiedeva il podestà. Palazzo Vescovile. Fu costruito nel 1548_1549 e fu, dapprima, sede della "Notaria". Fu donato al Papa nel 1580 perché fosse destinato ad abitazione del vescovo che avrebbe retto l'istituenda diocesi di Crema. Gli edifici del lato meridionale sono addossati gli uni agli altri ed hanno la tipica struttura degli insediamenti commerciali con marcato sviluppo verticale. Il porticato antistante il fondaco risale alla fine del XV secolo. Piazza Garibaldi. Posta a ridosso delle mura, uno dei suoi accessi è costituito dalla neoclassica Porta Serio, costruita su progetto del cremonese Faustino Rodi tra il 1806 e il 1807. È da visitare la chiesa di S. Benedetto, antichissima ma ricostruita più volte. Nell'attuale forma fu costruita tra il 1621 e il 1623 da Francesco Arioldo su progetto di Francesco Maria Richini. Al suo interno, ricco e fastoso, si conservano tele di G.G. Barbelli, G.B. Botticchio, M. Cignaroli ed un bellissimo organo Serassi.Piazza Trento e Trieste. Si affacciano su di essa: L'ex chiesa di S. Domenico, edificata tra il 1463 ed il 1471, inglobando la precedente chiesa dedicata a S. Pietro Martire, costruita nel 1332. Ledificio sarà destinato a Teatro al termine dei lavori di recupero attualmente in corso (1999). L'ex chiesa di S. Spirito e Santa Maddalena, costruita ad opera di Agostino Fondulo a partire dal 1511. E di ispirazione bramantesca ed ha la facciata in cotto a vista. Mercato dei lini e dei grani è stato progettato dal lodigiano Baldassarre Corbetta. La sua costruzione fu deliberata nel 1825, ma solo nel 1842 si pose la "pietra auspicale". Basilica di Santa Maria della Croce. Sorge a circa un chilometro di distanza dal centro storico. Fu edificata tra il 1490 ed il 1500 su progetto di Giovanni Battagio da Lodi e conclusa da A. Montanaro. È a pianta centrale, esternamente circolare ed ottagonale all'interno. La loggetta esterna e la cupola sono opera di A. Montanaro. All'interno si possono ammirare: "l'Assunta" di Benedetto Diana (commissionata nel 1501), "la Natività" di Antonio Campi (1575), "l'Andata al Calvario" di Carlo Urbino (1579); gli affreschi di Giacomo Parravicino (cupola e fregio) di Gerolamo e Giovanni Battista Grandi, di Giuseppe e Giovanni Antonio Torricelli, di Eugenio Giuseppe Conti e di Angelo Bacchetta. Chiesa della S.S. Trinità. Ha due fastose facciate barocche ed è riccamente decorata anche allinterno. Fu costruita nelle attuali forme tra il 1737 ed il 1740 da Andrea Nono e conserva le tele di Callisto Piazza (La Natività, 1538), G. Peroni, G.B. Brunelli, T. Pombioli, F. Bencovich detto il "Fedrighetto" (S. Francesco di Paola), Pompeo Batoni (La Deposizione di Cristo), affreschi di F. Savani, G. Le Gru; l'abside è stata affrescata da Fabrizio e Bernardino Galliari. Chiesa di S. Bernardino. Fu costruita tra il 1518 ed il 1534. Molto semplice allesterno, ha linterno ricco di decorazioni. I migliori pittori cremaschi del XVI e del XVII secolo vi hanno lasciato importanti opere. Carlo Urbino, G.B. Brunelli, T. Pombioli, G.G. Barbelli, G. B. Lucini, M. Cignaroli e (XVIII) F. Galliari e M. Picenardi sono gli artisti che hanno dipinto le tele ancor oggi esposte nelle cappelle. Ex convento di S. Agostino. Fondato nel 1439 dal pavese Gian Rocco Porzi. Attualmente ledificio ospita la Biblioteca Comunale, ricca di oltre 90.000 volumi, molti dei quali rari e di pregio, ed il Museo Civico che raccoglie le testimonianze storiche, archeologiche, artistiche ed etnografiche della civiltà locale (sotto i porticati del chiostro si possono vedere le piroghe recuperate dai fiumi Oglio e Adda). Da visitare, oltre alle collezioni museali, la sala intitolata a Pietro da Cemmo, ex refettorio della comunità monastica e terminato nel 1507, qui si possono ammirare due grandi scene: l' "Ultima Cena" e la "Crocifissione". Santuario della Madonna delle Grazie. Fu costruita, presso il luogo delle mura venete, tra il 1601 ed il 1611, forse su progetto di Evangelista Alessandri, autore del progetto della chiesa di S. Giovanni Battista. Il suo interno è stato interamente affrescato da Gian Giacomo Barbelli tra il 1641 e il 1643. Ai lati dell'altare vi sono due magnifiche statue in marmo, S. Giovanni Evangelista e S. Maria Maddalena, dei fratelli Fantoni (sec. XVIII), notevole è anche il Crocifisso ligneo di autore ignoto. Rappresenta uno dei momenti, dell'arte, più alti dellartista cremasco. Chiesa di S. Giovanni Battista. Progettata da Evangelista Alessandri, se ne iniziò la costruzione nel 1583. La chiesa fu costruita nel luogo ove sorgevano le case degli Uberti. Linterno fu affrescato, nel 1636, da G.G. Barbelli. La pala daltare è attribuita a Camillo Procaccini. Vi è rappresentata la "Decollazione del Battista" ed è un'opera sicuramente precedente l'affresco. Al numero 8 di via Cavour si trova il Palazzo Albergoni-Arrigoni, nato dallaccorpamento di vari edifici. Splendido è il corpo di fabbrica che raccorda le due ali e che contiene il maestoso scalone a tenaglia la cui costruzione risale al 1756. Il Palazzo Benzoni invece si trova al numero 9 di via Civerchi, il palazzo fu portato a termine nella sua forma attuale nel 1627. Ha un portale ed uno scalone di accesso al piano nobile imponenti. Stucchi ed affreschi impreziosiscono le sale del piano nobile. Palazzo Bondenti (1698-1737) ora Terni de Gregori di architettura settecentesca, con ricco portale e una cancellata monumentale in muratura e ferro battuto, sormontate da statue barocche. Lo si può ammirare al numero 22 di via Dante Alighieri. Tale palazzo è uno dei più belli della città, ricco di soluzioni decorative che esaltano la calda espressività del cotto a vista. Fu costruito per il conte Nicolò Maria Bondenti, su progetto di Giuseppe Cozzi, a partire dal 1698. I lavori furono definitivamente interrotti nel 1737 e la fabbrica rimase incompiuta. Per ultimo, non per importanza o bellezza, è il Palazzo Vimercati Sanseverino sito al numero 11-13 di via Benzoni. La sua costruzione, di cui si nota limponente facciata, iniziò nel 1590 e fu portata a termine nel 1602. Al suo interno si possono ammirare affreschi del settecento e tavolette da soffitto del XVI secolo. Dammirare inoltre la splendida cancellata in ferro battuto che chiude il portico di fronte allandrone e la ringhiera sempre di ferro battuto, firmata da Alvisio Chaneval e datata 1704. |