Brescia si trova al limite settentrionale della Pianura Padana, prossima ai primi colli prealpini, tuttattorno al Colle Cidneo, presso lo sbocco della Val Trompia e sulla sinistra del fiume Mella. Fondata probabilmente dai galli cenomani nei secoli III-II a.C., divenne città dei romani, che fecero di Brixia il principale centro della loro espansione nella Gallia Transpadana. Sede vescovile dal IV secolo, nel 452 fu saccheggiata dagli unni di Attila. Divenne successivamente sede di un ducato longobardo, poi libero comune (secoli XI-XII). Annessa nel 1428 alla Repubblica di Venezia, la città le appartenne fino al 1797, quindi seguì le sorti politiche della regione. Durante il Risorgimento, combatté strenuamente gli austriaci nelle cosiddette Dieci giornate (23 marzo-1° aprile 1849) che le valsero l'appellativo di "leonessa d'Italia". Itinerari Culturali L'odierna città conserva nel centro storico notevoli monumenti medievali, tra cui il Broletto (1223-1298); la Rotonda o Duomo vecchio (XI secolo, affiancata dal Duomo nuovo dei secoli XVII-XIX); le chiese di S. Giuseppe, San Salvatore (del IX secolo, nell'ex complesso monastico di origine franca), S. Giovanni, Santa Maria in Solario (XII secolo) e San Francesco (1254-1265). Il Duomo è adornato da dipinti di Alessandro Bonvicino detto il Moretto e Gerolamo Romani detto il Romanino. Al Moretto appartengono "lAssunzione della Vergine" posta dietro laltare maggiore e tre tele (S. Paolo, S. Luca ed Elia dormiente) nella cappella a destra del presbiterio. Del Romanino sono i due quadri figuranti la "Raccolta della manna" appesi alle pareti davanti a questa cappella. Il contiguo Broletto, cioè il palazzo civico al tempo dei Comuni, è invece architettura di timbro romanico-gotico (1187-1230), con la grazia delle sue polifore, la balconata retta da eleganti mensoloni, la superba torre che la protegge, architettura soggetta, peraltro, nei secoli, ad alterazioni e a restauri. La cinquecentesca chiesa di S. Giuseppe (dietro piazza della Loggia), con molte opere di maestri bresciani e lombardi dal Cinque al Settecento, chiesa che gli amatori della musica visiteranno volentieri perché vi sono sepolti Gasparo da Salò che, col cremonese Amati, contribuì alla nascita del violino (viola da braccio) e il veneziano Benedetto Marcello, creatore di salmi famosi, del quale potremmo qui udire qualche brano dalla voce del grandioso organo di Graziadio Antegnani. La chiesa di S. Giovanni Evangelista, rifatta nel 1400 su antichissime strutture paleocristiane, ospita pitture eccellenti del Moretto - "Strage degli innocenti" al terzo altare destro; del Romanino "Madonna col Bambino e Santi" quarto altare sinistro e lo "Sposalizio della Vergine" nel battistero , che ospita anche una bella "Trinità e Santi" del bolognese Francia. Di artistica rilevanza di scuola bresciana del quattrocento, il drammatico Crocifisso in legno posto sullaltare maggiore. S. Alessandro, con facciata moderna (1849-1903) e interno della fine del Settecento in cui si possono ammirare: nel primo altare destro una rara "Annunciazione con Storie della Vergine" di Jacopo Bellini (sec. XV), una "Deposizione" del Civerchio nel secondo altare destro e un bellaffresco "Ecce Homo" del bresciano Lattanzio Gambara nel quarto altare destro e che, dopo il Moretto, il Romanino e il Savoldo, è il più significativo pittore del Cinquecento bresciano. Da notare anche i rilievi e le statue del bresciano Antonio Calegari (sec. XVIII). In via Francesco Crispi, sorge la chiesa di S. Angela Merici, già S. Afra e, in origine, S. Faustino ad Sanguinem, nata in tempi antichissimi (resti di età paleocristiana) ma rinnovata dal Bagnadore (1580-1603) e ricostruita nel 1953 dopo i gravi danni subiti nel 1945; si vedano qui, un "Battesimo di S. Afra" di Francesco Bassano il Giovane del tardo XVI secolo e un "S. Francesco e un devoto", probabilmente del bresciano Paolo da Cailina il Giovane (ambedue alla parete destra) e, dietro laltare maggiore, una grandiosa "Trasfigurazione" di Jacopo Tintoretto. Tra le numerose chiese che custodiscono dipinti di grande interesse, si ricorda in particolare la chiesa settecentesca dei santi Nazaro e Celso. Architetture e urbanistica spontanee le troviamo nella contrada del Carmine attorno alla grandiosa chiesa tardogotica in cotto della Madonna del Carmine (con stupendo portale e interno barocco con possenti, plastiche figure di "Profeti" di Vincenzo Foppa del 1475, affrescate nella cappella Averoldi) e nella monumentale chiesa dei Santi Faustino e Giovita (sec. XVII) che accoglie, fra latro, una bella tela di Lattanzio Gambara nel secondo altare destro, uno stendardo processionale del Romanino con la "Resurezzione", splendidi affreschi di G. Domenico Tiepolo e statue dei Calegari. Di grande interesse anche alcuni edifici rinascimentali, quali la Loggia (Palazzo Comunale, 1491-1574) e il palazzo del Monte di Pietà (1484-1597), entrambi sulla bella piazza della Loggia. Nella piazza del Foro, nucleo della città romana, si trova il tempio capitolino parzialmente ricostruito (73 d.C.), cui è adiacente il Civico Museo Romano. La Pinacoteca Tosio-Martinengo, una delle più importanti raccolte di pittura lombarde, espone fra l'altro numerose opere dei pittori bresciani Romanino e Moretto, nonché di Raffaello e del Foppa, (magnifica la sala con cinque tele dell'"Adorazione dei pastori", di questi, del Savoldo, del Lotto e di Callisto Piazza). Sul colle Cidneo (luogo del primo insediamento), sorge il Castello cinquecentesco che ospita i musei del Risorgimento e delle Armi. Civico Museo Romano. Brescia vanta il più ricco corpus archeologico romano esistente in Lombardia, esso comprende le rovine del tempio capitolino, alcuni ruderi del teatro romano e della basilica. I resti del tempio capitolino sorgono nella piazza del Foro, sulle prime falde del monte Cidneo. Addossato al tempio capitolino era il teatro di cui si può solo immaginare il circuito della cavea (scalinata) e vedere pochi altri frammenti, il tutto è ben lungi dal renderci lidea della Brixia romana, certo tra le più floride città della Transpadania. Il tempio capitolino fu innalzato da Vespasiano nel 73 d.C. a ricordo, probabilmente, della sua vittoria a Bedriacum contro i sostenitori di Vitellio, e in onore di Giove, Giunone e Minerva. Ricco è il repertorio di memorie romane: ceramiche, terracotte, monete, ecc.; tra i più significativi pezzi vi sono sei teste in bronzo (sec. II e III) effigianti probabilmente imperatori romani e la Vittoria alata. La statua, in origine dedicata ad Afrodite, fu provvista, ai tempi di Vespasiano, di ali e, sembra, di uno scudo, in sostituzione del precedente specchio nel quale la dea poteva compiacersi della propria bellezza. Museo Civico dell'Età Cristiana. Il museo è ubicato nellex chiesa di S. Giulia (1466-1599) che faceva parte del monastero benedettino di S. Salvatore e che conserva, in parte, la decorazione a fresco cinquecentesca dei bresciani Floriano Ferramola e Paolo di Cailina il Giovane. Anche se i pezzi più rari e di valore della collezione si riferiscono alletà paleocristiana e barbarica (sec. I, essa comprende unantologia darte che raggiunge e supera i tempi rinascimentali. Tra le opere presenti: la cosiddetta "lastra del pavone" (bassorilievo); la "lipsanoteca" (custodie per reliquie); in avorio, il "dittico queriniano"; sempre in avorio è il "dittico di Boezio"; capolavoro del museo e di arte orafa è la "croce di Desiderio" del sec. VIII-IX; di spicco, il leggio in legno intagliato e intarsiato da fra’ Raffaello Marone su disegni del Romanino, nonché le sculture del trentino Alessandro Vittoria. Pinacoteca Civica Tosio Martinengo. La pinacoteca sorse nel 1906 per la generosità di due nobili bresciani Paolo Tosio e Leopardo Martinengo. E sita nel palazzo Martinengo da Barco, di origine cinquecentesca è disposta in oltre venti sale. Ricca di opere di maestri lombardi e veneti soprattutto dei secoli XIV-XVII con qualche pregevole inserto di altre scuole, fra i dipinti su tavola e su tela notiamo: di Paolo Veneziano "Figure di Santi"; del Foppa sono in mostra quattro opere fra cui lassorta "Madonna col Bambino fra i Santi Faustino e Giovita"; "Lincontro di Cristo con la Veronica", opera del bergamasco Giovanni Cariani; "Adorazione dei pastori" del bergamasco Licinio; due opere di Raffaello giovane, una soave "Testa dangelo" frammento di una pala del 1501 e un "Cristo benedicente"; del Romanino il "Cristo nel Sepolcro"; di Lorenzo Lotto "Ladorazione dei pastori". Le specialità gastronomiche della cucina sono: la "mariconda", intriso di farina e di mollica di pane; i "brofadei", cubetti di farina di frumento e granoturco; i "casonsei", raviolini simili a quelli bergamaschi. Tra i vini ricordiamo il Botticino, il Franciacorta, il Lugana, il Riviera del Garda, il Groppello e il San Martino della Battaglia. |