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Cavellas, questa era l'antica denominazione della Val Cavallina secondo quanto citato nella Carta di Aucuda dell'anno 830.

Testi
Mario Sigismondi, Mario Suardi, Giuseppina Suardi,
Alberto Bianchi, Aldo Avogadri, Angelo Zamblera,
Franco Macario, Giambattista Rivellini, Vittorio Faglia,
Giuseppe Zambaiti, Massimo Pegurri, Piccinelli Carlo,
Zambelli Rocco

Fotografie
Archivio Comunità Montana, Maurizio Forchini, Angelo Zamblera,
Mario Suardi, Carlo Piccinelli, Giambattista Rivellini

Archivio WWF - Italia Nostra - Nucleo Ecologico Val Cavallina

Coordinamento
Mario Sigismondi

Redazione
Maurizio Forchini, Angelo Zamblera

Progetto Grafico
Stefano Iannucci, Ettore Novelli

Fotolito e Stampa
Poligrafiche Bolis

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Si ringraziano: la "Comunità Montana della Val Cavallina" e l' "Assessorato al Turismo della Prov. di Bergamo" per la documentazione fornitaci e che ha permesso la divulgazione dell'opera.

La Val Cavallina si trova ad est della città di Bergamo, tra la Val Seriana e il bacino del lago d'Iseo.

E' attraversata dal fiume Cherio, emissario del lago di Endine e, parallelamente al corso d'acqua e al lago, dalla S.S.42 che ne costituisce la via di comunicazione più importante.
L'elemento naturale che più la caratterizza è senza dubbio la presenza dell'
acqua, che non solo dà vita ai due bellissimi laghi prealpini di Endine e di Gaiano, ma costituisce, attraverso le terme di Trescore Balneario e di Gaverina, una potenzialità curativa e terapeutica di alta qualità.
Il clima della Valle risulta temperato, privo di siccità estiva, e permette di avere estati abbastanza fresche ed inverni non troppo freddi.

Roccolo - foto di W. RamazzinaQueste temperature hanno facilitato la nascita di un'altra risorsa rilevante del territorio: i boschi. Infatti oltre il 70% del territorio è ricoperto da una fitta vegetazione, prodotto di secoli di interazione uomo-ambiente, come dimostrato dall'alternarsi di pascoli e cascinali con l'originario manto boschivo.
Inoltre a chi ama i fiori, o si diletta di botanica, 
passeggiate o trekking danno la possibilità di osservare moltissime varietà di vegetali e piante, soprattutto nel contesto di due floride oasi ecologiche: la riserva regionale integrale della Valle del Freddo, biotipo irripetibile le cui correnti di area fredda, ad una quota di soli 340m s.l.m., permettono la crescita e la riproduzione di oltre 30 specie vegetali alpine, e l'oasi WWF della Valpredina che, viceversa, ospita una vegetazione tipica del clima mediterraneo.
Abbondante e variegata anche la fauna, sia ittica che terrestre, caratterizzata dalla presenza di specie altrove rare e qui facilmente osservabili, come rapaci, ungulati e mustelidi. Oltre ai laghi, i numerosi torrenti sono l'habitat di trote, gamberi d'acqua dolce, tritoni e salamandre, a testimonianza di un patrimonio ambientale ancora preservato.
L'uomo dal canto suo, ha contribuito nei secoli a valorizzare ed ad abbellire ambienti così variegati con testimonianze storico-artistiche di pregio. Sarà sufficiente ricordare: gli affreschi del Lotto nella villa Suardi a Trescore; le chiesette romaniche ed i santuari colmi di opere di altissimo livello artistico ed architettonico (
Palma il Giovane, Domenico Carpinoni, Lorenzo Lotto, Fantoni..); la Buca del Corno, la più bella e la più nota delle caverne della valle, frequentata in età Paleolitica come in epoche successive; ed ancora i castelli medievali di Bianzano e di Monasterolo, i borghi medievali e le vestigia delle fortificazioni difensive.
Bianzano-Castello - foto di W. RamazzinaLa posizione strategica della Val Cavallina, quale via di comunicazione privilegiata tra la pianura e le regioni alpine, ne ha condizionato la storia, trasformandola in teatro di scontri e in terra di conquista: dai romani fino agli imperatori del Sacro Romano Impero, dai lanzichenecchi alle truppe del terzo Reich, sono stati molti gli eserciti che hanno transitato nella valle, spesso con esiti drammatici.
Oggi fortunatamente, la valle è attraversata per ben altri motivi. Vi è un intensissimo flusso di automezzi, per motivi economici, commerciali o turistici, a cui non fa ancora riscontro una più approfondita e meno frettolosa conoscenza e fruizione delle risorse naturali ed artistiche disponibili; nasce quindi l'esigenza di valorizzare e promuovere le potenzialità del territorio, per rispondere alle attese di tutti coloro che, ospiti o residenti, intendano scoprire e vivere la Val Cavallina.