Lago Maggiore o Verbano, bacino lacustre situato in parte nella Svizzera meridionale, in parte nell'Italia settentrionale, a 194 m. di quota. Come gli altri grandi bacini a sud delle Alpi, anche il Lago Maggiore ha origini glaciali, il fondo del lago venne, infatti, modellato dai grandi ghiacciai del Ticino e del Toce, mentre i suoi lembi sono in parte circondati da colline moreniche. Con i suoi 212,2 km², è il secondo lago italiano per di estensione dopo il lago di Garda e anche il secondo per profondità massima (372 m.) dopo il lago di Como. Si allunga per 65 km con direzione da nord-est a sud-ovest, segnando in parte il limite amministrativo tra Piemonte, a ovest, e Lombardia, a est, con un'ampiezza media di 3-4 km ed un perimetro di 170 Km.. Il fiume Ticino, massimo immissario-emissario, vi entra a nord nel piano di Magadino (Svizzera) e ne esce a sud a Sesto Calende; da oriente confluisce nel lago il Tresa e da occidente il Toce, mentre il fiume Strona lo collega al lago d'Orta. La scoperta di una necropoli a Golasecca (Varese), dimostra che l'uomo era già presente nella zona sin dall'età del bronzo e che fossero di ceppo ligure cui seguirono, probabilmente, tribù umbre ed etrusche. Poi vi furono i Galli insubri e leponzi; i romani (II-I sec. a.C.) che, conquistato il lago lo chiamarono Verbanus; i burgundi; i franchi ed infine i carolingi che divisero la zona in contee. Dopo varie lotte tra le gerarchie feudali, laiche ed ecclesiastiche, una certa unità del Berbano viene raggiunta con i Borromeo (1439). La potenza e influenza politica e religiosa (S. Carlo e cardinale Federico), durò sia durante il potere degli Sforza, sia durante la dominazione degli Asburgo d'Austria (1714). Nel 1743, subentrarono i Savoia nella riviera di ponente del lago e, dopo la parentesi napoleonica, il congresso di Vienna del 1815 riporta tale situazione: a ovest i Savoia, a est gli austriaci e a nord gli svizzeri. Il lago, durante il Risorgimento, divenne luogo di cospirazione e di battaglie sino alla sua annessione al Regno d'Italia (1860). Nel tratto piemontese si apre il golfo di Pallanza, dove affiorano le tre pittoresche isole Borromee (Isola Bella, Isola Madre, Isola dei Pescatori). Le acque del lago mitigano fortemente il clima, consentendo una splendida vegetazione mediterranea. Anche sul Lago Maggiore si trovano splendide e sontuose ville della ricca borghesia padana. Sono spesso immerse in parchi e giardini nei quali il fiore caratteristico è la camelia (il fiore dell'Insubria occidentale). Lungo le coste del Lago Maggiore sono situate numerose località turistiche, anche di fama internazionale. Fra i centri più noti si ricordano Locarno e Ascona (in Svizzera, nel Canton Ticino), Stresa, Intra, Pallanza, Luino e Laveno. Isola Bella (Verbania) Nel 1670, Il Conte Vitaliano Borromeo iniziò la costruzione del monumentale Palazzo barocco e del maestoso giardino che diedero fama all'isola e che ancor oggi documentano gli splendori di un'epoca. La dimora dei Borromeo racchiude inestimabili opere d'arte: arazzi, mobili, e quadri. I giardini, ricchi d'ogni varietà di piante e fiori rari, si sviluppano a terrazze ornate e sovrapposte, e sono un classico, inimitabile esempio di "giardino all'italiana" dell'epoca.
Isola Madre (Verbania) Un tempo si chiamava Isola Renata ed è la più grande delle isole Borromeo e la più caratteristica per l'atmosfera raccolta, silente, incantata: un giardino di piante rare e fiori esotici nel quale, in piena libertà, vivono pavoni bianchi, pappagalli e fagiani d'ogni varietà, che creano l'incanto di una terra tropicale. L'Isola Madre è particolarmente famosa per la fioritura di azalee, rododendri e camelie, con esposizione in aprile. Nel 1978 è stato aperto alla visita il Palazzo del XVI secolo, interessante per la ricostruzione e di ambienti d'epoca e per le collezioni di livree, bambole e porcellane. Angera (Varese) È una cittadina all'estremità meridionale della sponda lombarda di questo lago, antico porto di epoca romana è famosa soprattutto per la "Rocca" omonima. L'imponente costruzione fu iniziata dagli arcivescovi milanesi nell'XI secolo, passò poi ai Visconti nel XIV secolo e nel '400 ai Borromeo. La Rocca. Architettonico palazzo duecentesco, ingrandito nel 1350, del quale si visitano vari ambienti e la vasta "Sala di Giustizia" mirabilmente affrescata, con la Torre Castellana, dalla cui sommità si gode un panorama di rara suggestione. Dal 1449 la Rocca divenne proprietà dei Borromeo che l'ampliarono trasformandola da Rocca di guerra in dimora. Una agevole strada automobilistica conduce rapidamente da Angera alla Rocca. Nella Rocca trova sede anche il Museo della Bambola, con oltre 200 esemplari della collezione Borromeo. Il Civico Museo archeologico, è suddiviso in una sezione preistorica con oggetti partendo dal Mesolitico, e in una romana con vari reperti provenienti da abitazioni (vicus romano) e dalla necropoli. Nelle vicinanze (circa 6 Km.) Ispra, località di soggiorno sul lago con belle ville dello scorso secolo; Ranco (circa 3 Km.), il Museo dei Trasporti situato in un parco privato con diligenze, vagoni ferroviari, locomotive, ecc.
Sesto Calende (Varese) La cittadina è un'importante nodo di comunicazione e altrettanto notevole centro turistico e industriale. Posta allo sbocco del Ticino, è il centro abitato più meridionale del Lago Maggiore; tale zona fu abitata fin dalla preistoria, e tali testimonianze si possono vedere nel locale Museo Civico, ove sono custodite i reperti archeologici ritrovati a Golasecca. Furono ritrovate due tombe di principi guerrieri con il loro ricco corredo comprendente anche due carri a due ruote. A Golasecca, paese che diede il nome a questa civiltà, furono rinvenuti i primi reperti appartenenti a necropoli con urne per le ceneri dei morti, e vari manufatti (coppe, fermagli, vasi, bicchieri, ecc.) e l'estensione di questa civiltà (1200 a.C. - 450 a.C.) non è stata ancora ben delimitata. Sesto fu anche un'importante nucleo religioso (chiesa di S. Donato detta "La Badia" con campanile romanico del XI secolo). Nei dintorni il lago di Monate alimentato da sorgenti sotterranee, con panorama sulle Alpi e il Monte Rosa. Arona (Novara) Questa fiorente stazione di soggiorno, è tra le più popolose e frequentate cittadine del Lago Maggiore. L'amabile cittadina ha un passato antico di legami con Milano e poi dei Borromeo(1439-1797). Nel XIII secolo fu munita di un castello di cui permangono i resti sulla Rocca. È patria di S. Carlo Borromeo (1538-1584) a cui è stata eretta una colossale statua in rame e bronzo alta 23,40 metri, eseguita nel 1697 da Bernardo Falconi e Sirio Zanelli. Attraggono il garbo architettonico del nucleo antico e i panorami sul lago. Da visitare: il Museo Civico Città di Arona in piazza De Filippi (collezioni mineralogiche, paleontologiche e reperti archeologici provenienti da Arona, Panuzzaro, Mercurago, Golasecca, ecc.); la chiesa dei SS. Martiri che custodisce una Madonna del Bergognone (sec. XV), le vetrate del '500 e un dipinto di Palma il Giovane (XVI sec.); la chiesa di S. Maria Nascente dove si potrà ammirare un polittico di Gaudenzio Ferrari del 1511; la chiesa della Madonna di Piazza, attribuita al Pellegrino Tibaldi (1592); la seicentesca cappella Beolchi e il Palazzo di Giustizia del XV secolo. Nei dintorni (25 Km.) si potrà visitare il S. Carlone che, come detto, è una colossale statua di S. Carlo Borromeo eretta nel 1697. Sul piazzale si trova il collegio De Filippi e la chiesa di S. Carlo, entrambi opere di Francesco Maria Richini (1584-1658). A sud di Paruzzaro si trova il Parco regionale dei Lagoni di Mercurago (Oleggio Castello tel. 0322240239), con fauna avicola e reperti palafitticoli. Meina (Novara) Il territorio fu frequentato fin dal IIº millennio a.C. (età del bronzo). Nei secoli X-XI esistevano in "Màdina", origibario nome del paese, possedimenti di un monastero pavese e di quello benedettino di Arona. Venuta in possesso con tutto il Vergante, degli arcivescovi milanesi poco prima del 1200, fu poi feudo dei Visconti (sec. XIV-XV) e dei Borromeo (sec. XV-XVIII). Dall'800 vide il fiorire della villeggiatura signorile lombarda e novarese. Sue frazioni sono Ghevio e Silvera sulla collina del Vergante: Ghevio ha origini preromaniche ed è sovrastato da una chiesa con campanile romanico (sec. XI); Silvera è un piccolo nucleo di case pittoresche in pietra, raccolte intorno alla chiesa di San Rocco ('800).
 Lesa (Novara) Già corte di giustizia dell'arcivescovo di Milano, fu feudo dei Borromeo e capoluogo del Vergante. Sono da vedere la chiesa romanica di San Sebastiano; sul lungolago il neoclassico Palazzo Stampa, dove soggiornò il Manzoni, e i resti di un castello dell'XI secolo a sud dell'abitato.
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