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Alberghi, Ristoranti, Camping e Agri Turismo a Piacenza e Provincia

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Castell'Arquato

 



  
   


   


  

 

Piacenza  è situata in pianura lungo la sponda destra del Po, non lontano dalla confluenza del fiume Trebbia.
Placentia, questo il nome latino dato a una delle più antiche colonie romane, venne fondata nel 218 a.C. quale castrum contro i galli e verso il 187 a.C. fu collegata a Rimini attraverso la via Emilia. Conquistata dagli ostrogoti nel VI secolo, si sviluppò notevolmente sotto i bizantini e i longobardi; dal IX secolo al 1090 fu retta dai vescovi, poi si affermò come Comune, e fu tra i fondatori della Lega lombarda. Fu questo un periodo di grande attività commerciale, favorita anche dai traffici fluviali e dalle importanti fiere che vi si tenevano. Ma fazioni interne dividevano la città e il ricco mercante Alberto Scotti riuscì a imporle la sua signoria solo dal 1290 al 1302. Dominata quindi dai Visconti di Milano, poi dagli Sforza fino al 1449, passò allo Stato della Chiesa nel 1521 e, dal 1545, fece parte, costituendone la capitale fino al 1566, del Ducato di Parma e Piacenza, creato dal papa Paolo III per il figlio Pier Luigi Farnese. Estinta la famiglia ducale nel 1731, Piacenza, insieme alla capitale Parma, passò nel 1748 a Filippo di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese, moglie di Filippo V di Spagna. Dopo il periodo napoleonico, dal 1815 al 1847 fu "vitalizio" di Maria Luigia d'Asburgo, figlia dell'imperatore d'Austria e moglie di Napoleone, prima di passare nuovamente ai Borbone, fino al 1859.

Itinerari Culturali
La città è stata difesa, a iniziare dall'età romana, da cinque cerchie di mura, di cui le prime quattro con un tracciato in parte coincidente a nord: quella repubblicana del castrum, di forma rettangolare, quella imperiale, quella comunale del XII secolo, che inizia a tendere alla forma ellittica, quella comunale del XIII secolo e quella cinquecentesca farnesina, dal profilo ellittico-poligonale, la sola di cui restano notevoli segmenti lungo i viali di circonvallazione. All'interno di questo esteso nucleo storico, eccentrico, a causa della vicinanza del Po, rispetto all'espansione moderna della città, l'area d'origine romana è definita dalle strade rettilinee, parallele e ortogonali fra loro e al corso del fiume; le aree di avanzamento successive sono comprese fra le lunghe strade sub-parallele del settore centro-sud. Vi sorgono notevoli monumenti, quali la basilica di Sant'Antonino, di origini paleocristiane, eretta fra l'XI e il XV secolo; la basilica romanica di San Savino (1107), con un prezioso pavimento di mosaico del XII secolo nella cripta; il Duomo (1122-1133), in stile romanico con elementi gotici, affreschi del Guercino e alto campanile trecentesco; il magnifico Palazzo Pubblico detto il Gotico (1281), con profondo portico e grandi polifore, su piazza Cavalli, centro civile della città, dove sorgono le due celebri statue equestri bronzee dei duchi Alessandro e Ranuccio Farnese, opera di Francesco Mochi; il rinascimentale santuario della Madonna di Campagna, opera di Alessio Tramello che disegnò anche la chiesa di San Sisto (1522-1528), originariamente a croce greca, con affreschi del Pordenone; il vasto Palazzo Farnese, incompiuto, che risale al 1559-1570, dov'è sistemato il Museo Civico, che possiede, oltre a pregevoli raccolte di arti minori, una Madonna del Botticelli (1487), sculture medievali, carrozze dal XVIII al XIX secolo, e il celebre "fegato etrusco", un modello in bronzo del fegato risalente al II secolo a.C.; nelle adiacenze si trova anche la rocca viscontea, trecentesca, in parte demolita nel Cinquecento. La ricca Galleria d'arte moderna Ricci-Oddi possiede opere, fra l'altro, di Antonio Fontanesi, Medardo Rosso e Federico Zandomeneghi; la Galleria Alberoni, nel collegio omonimo, a circa 3 km a sud-est, custodisce il famoso Ecce Homo di Antonello da Messina.

Nei dintorni si possono visitare i vari castelli di cui abbonda la provincia.