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Parma è situata fra l'Appennino tosco-emiliano e il Po, in un'area molto fertile della Pianura Padana. È attraversata dal torrente Parma, nel punto in cui riceve le acque da un altro torrente, il Baganza.
La colonia romana di Parma venne fondata nel 183 a.C. sul sito di un insediamento etrusco; la via Emilia, da poco costruita, ne costituiva il decumano massimo, oggi compreso tra Strada Mazzini e Strada della Repubblica. La colonia trasse vantaggio dalle bonifiche per le attività agricole, di allevamento ovino e laniere. Sede vescovile dal VI secolo, decaduta poi durante le invasioni barbariche, sotto la dominazione bizantina custodì il tesoro erariale, da cui derivò la denominazione Chrysópolis, "città dell'oro".
Dopo i periodi longobardo e franco e una lunga supremazia dei vescovi, nel XII secolo divenne libero Comune e fu tra i fondatori della Lega lombarda. In seguito, in lotta con le città vicine e travagliata da continue discordie tra fazioni interne, non riuscì a esprimere una signoria cittadina e fu dominata da Estensi e Scaligeri, dal 1341 dai Visconti, e poi dagli Sforza fino al 1500. Dal 1521 sotto la sovranità dello Stato della Chiesa, fu concessa in feudo nel 1545, insieme a Piacenza, dal papa Paolo III al figlio naturale Pier Luigi Farnese: nacque così un Ducato di cui Parma divenne capitale.
Tuttavia, a una fase di innovazione urbana seguì un periodo di relativa decadenza, culminato nel 1731 con l'estinzione della famiglia ducale; nel 1748 il Ducato fu quindi assegnato a Filippo di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese, moglie di Filippo V di Spagna, e conobbe un nuovo periodo di notevole attività economica e culturale durante il quale, ad esempio, Giovan Battista Bodoni creò la celebre Stamperia ducale (1786). Dopo il periodo napoleonico, il Ducato fu concesso "in vitalizio", nel 1815, a Maria Luisa d'Asburgo, figlia dell'imperatore d'Austria e moglie di Napoleone, che fu sovrana molto amata oltre che illuminata riformatrice. Dal 1847 al 1859 fu nuovamente dei Borboni.

Itinerari Culturali
Il vasto nucleo storico, di forma ellittica, entro i viali di circonvallazione che seguono il tracciato dell'ultima cerchia muraria, abbattuta fra l'Ottocento e il Novecento, include al suo centro, sulla destra del torrente, l'area della città romana, con le tipiche strade ortogonali alternate agli stretti vicoli medievali e, sul luogo dell'antico forum, la piazza Garibaldi, cuore civile della città. In quest'area sorgono quasi tutti i principali monumenti della città: il Duomo romanico del XII secolo, con l'alto campanile gotico del XIII secolo, al cui interno, nella cupola, è conservato il grande affresco del Correggio l'Assunzione della Vergine (1526-1530), oltre al celebre rilievo della Deposizione (1178) e la cattedra episcopale, opere dello scultore Benedetto Antelami; al vertice meridionale della suggestiva piazza del Duomo è situato il Battistero ottagonale, costruito fra il 1196 e il 1307, dalle magnifiche forme gotiche, ricchissimo, all'esterno e all'interno, di opere scultoree dell'Antelami e allievi, fra le quali i famosi rilievi dei mesi, nei sedici spicchi della cupola, e di affreschi del 1200 di stile bizantino; la chiesa di San Giovanni Evangelista, terminata nel 1607, con il grandioso cielo della cupola affrescato dal Correggio; la storica Spezieria; la Camera del Correggio, un locale dell'ex monastero delle benedettine di San Paolo, con il soffitto a volta affrescato dall'artista nel 1519; la chiesa  rinascimentale della Madonna della Steccata (1521-1525), a pianta centrale, con un cielo decorativo dipinto tra il 1530 e il 1539 dal Parmigianino, al cui interno è custodita una venerata immagine della Madonna, un tempo protetta da uno steccato, da cui deriva l'attuale denominazione; il celebre Teatro Regio, in stile neoclassico, costruito nel 1829; il Palazzo Ducale (XVI-XVIII secolo), al margine del parco omonimo, realizzato nel 1561 sulla sinistra del torrente; a sud si estende il quartiere popolare chiamato Oltretorrente.
Sulla piazza della Pace si erge il vastissimo e articolato Palazzo della Pilotta, costruito dai Farnese fra il 1583 e il 1622 e rimasto incompiuto. Esso ospita il Museo Archeologico Nazionale, voluto dai Borboni nel 1760, che espone fra l'altro la famosa Tabula alimentaria di epoca traianea, la più estesa iscrizione romana su bronzo; la Galleria Nazionale, fra le più importanti d'Italia, con opere di Giovanni Battista Piazzetta e del Parmigianino, e alcune fra le principali del Correggio; il Teatro Farnese, opera di Giovanni Battista Aleotti (1618), magnifica opera in legno inserita in un vano lungo 87 metri, caratterizzato da una cavea con 14 gradoni.

Tra le cittadine della provincia si ricorda Colorno e la sua reggia denominata la piccola Versailles, costruita come rocca per la difesa dell'Oltrepò nel XIII secolo; appartenuta ai Da Correggio e poi ai Terzi. Tra il '550 e il '600, grazie alla contessa Barbara Sanseverino, divenne una corte raffinata, arricchita e impreziosita dalle opere di artisti come Tiziano, Correggio, Mantegna, Raffaello e Giulio Romano. Non si conoscono i motivi per cui la contessa fu decapitata per ordine di Ranuccio I Farnese. Dopo più di cento anni iniziarono i lavori che, grazie a Francesco Farnese, conferirono al palazzo l'aspetto attuale per gli interventi effettuati dall'architetto Ferdinando Galli (1657-1743), detto il Bibiena, rendendo famoso il palazzo, le fontane e il magnifico giardino.

Nei dintorni si possono visitare i vari castelli di cui abbonda la provincia.