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Èboli

Paestum
Positano
Ravello
Sorrento
Vietri sul Mare

 



  
   


   


  

 

La Costiera Amalfitana fu teatro di vicende storiche antiche, centro di comunicazione con l'Oriente, sede di istituzioni importanti e di commerci cospicui, custodisce anche preziose testimonianze architettoniche che si manifestano nelle cattedrali.
Il Romanico, lo stile che accomuna la gran parte di questi edifici, si coniuga ad un linguaggio orientale con frequenti elementi moreschi, anche se i successivi interventi barocchi hanno spesso modificato il volto di molti interni.
Fin dall'antichità questa parte della Campania fu amata e abitata, fornendo splendide cornici alle residenze raffinate degli imperatori romani. Capri, nella quale Tiberio fece costruire numerose ville, ne è simbolo.
clicca per ingrandireDel resto anche i pittoreschi borghi della costa, ciascuna con la sua cattedrale o i suoi belvedere scenografici, mostrano una uguale capacità di integrazione dell'architettura con il paesaggio.
Si potrebbe affermare che, in certo senso, l'opera dell’uomo ha completato quella della natura o che l'uno abbia gareggiato con l'altra a rendere questi luoghi veramente indimenticabili. Itinerario turistico tra i più noti e frequentati, la Costiera Amalfitana offre un susseguirsi di vedute straordinarie tra scogli e rocce, mare e valli, borghi pittoreschi e vegetazione rigogliosa. Lungo la strada scavata nella roccia a strapiombo sul mare, sono anche incastonati numerosi centri che custodiscono preziose testimonianze architettoniche. È questo il luogo dell'antico "Ducatum Amalphitanum" da cui partivano i facoltosi mercanti amalfitani della repubblica marinara per condurre commerci con l'Oriente, con la Sicilia o con la Liguria.
La visita in questi luoghi diviene ancora più spettacolare e completa se include anche l'isola di Capri che, oltre alle innumerevoli bellezze naturalistiche, dà mostra di sé, e del suo turismo scelto e raffinato, nella celebre piazzetta, frequentata in passato da artisti e intellettuali.
Gli agrumi, soprattutto il limone, che si mangia a fette cosparse di zucchero, sono frutti tipici, così come le noci di Sorrento e i fichi di Ravello.
La cucina è quella tipicamente campana e, oltre all'ottimo pesce, offre i classici cannelloni al sugo o la pizza margherita che si può mangiare ovunque. Ogni ingrediente è condito con l'olio della penisola sorrentina che ha un sapore speciale, come speciale è la scelta dei vini, tra cui si ricorda il rosso di Sorrento e il Gragnano. L'artigianato si divide tra il gusto per l'intaglio e le tarsie lignee, la ceramica, la carta, le stoffe e i profumi.

 

Èboli

La città sorge a 125 m. s.l.m. su di un colle dominante la piana del Sele; situata in territorio lucano, occupata dai Greci e divenuta poi municipio romano (Eburum) fu saccheggiata da Alarico e distrutta dai Saraceni nei secc. IX e X. Dal vicino vicus Eboli risorse una città che fece parte del principato di Salerno e fu possesso poi di numerosi feudatari sino al 1799, quando fu occupata dai Francesi. Durante la seconda guerra mondiale subì notevoli danni. Gravi danni ha subìto anche per il terremoto del 1980.
Da visitare: il Castello dei principi Colonna (XV sec.), restaurato dal Vanvitelli e le Chiese di San Pietro alli Marmi (XIIIsec.) e di San Francesco (XIV sec.).

 

Paestum

clicca per ingrandirePaestum è situata sul litorale campano, a sud di Salerno, uno dei centri principali della Magna Grecia. Le sue tracce più antiche risalgono al Paleolitico; più consistenti sono le testimonianze relative all'età del Bronzo. Più tardi, intorno al 600 a.C., coloni greci provenienti da Sibari fondarono la città, con il nome di Poseidonia, contemporaneamente al grande santuario di Era situato poco più a nord, presso la foce del fiume Sele. Alla fine del V secolo a.C. fu conquistata dai lucani, sotto i quali raggiunse la massima espansione; nel 273 a.C. passò ai romani, che vi stabilirono una loro colonia, con il nome attuale. Nell'età imperiale la città decadde, fino al definitivo abbandono nell'VIII secolo a causa dell'impaludamento della zona.
La città, di cui è nota l'intera estensione, delimitata dalle imponenti mura (V-III secolo a.C.), è stata solo parzialmente riportata alla luce. Lungo la fascia mediana si dispongono gli edifici principali: a nord si trova il tempio di Atena (cosiddetto "tempio di Cerere"), del 500 ca. a.C. Al centro si estende l'area pubblica, di due epoche distinte: sull'agorà della città greca si affacciavano l'Ecclesiasterion (edificio per le riunioni dell'assemblea), del V secolo a.C., e un importante edificio a forma di sacello (interpretato come luogo di culto o tomba dei fondatori della città). La città romana aveva qui il suo foro, con il comizio (per le riunioni dell'assemblea), il tempio della triade capitolina (Capitolium), la basilica; alle spalle di questo si ergevano l'anfiteatro (I secolo a.C.) e un ginnasio ellenistico con una grande piscina.
A sud era situato il grande santuario urbano di Era, con due magnificiclicca per ingrandire templi dedicati alla dea, la cosiddetta "Basilica", del 540 ca. a.C., e quello chiamato "di Nettuno", della metà del V secolo a.C. I due templi, insieme a quello di Atena, costituiscono un complesso eccezionale, anche per lo stato di sorprendente conservazione degli edifici, che sono fra i più alti esempi dell'ordine dorico in Occidente. A ovest sono stati scavati vari isolati dell'impianto ortogonale, con abitazioni di età ellenistico-romana. Nei pressi della città si trovano i resti del santuario di Era alla foce del Sele, uno dei più importanti santuari greci su suolo italico, che comprendeva, oltre a vari edifici secondari, un tempio maggiore e un edificio più piccolo, il cosiddetto "Tesoro" (Museo di Paestum), che era decorato da uno straordinario complesso di metope scolpite con raffigurazioni legate al mito e che costituisce una delle più importanti testimonianze della scultura magnogreca (560 a.C.).

 

Positano

Antico centro marinaro, anche Positano come le altre ridenti cittadine della Costiera Amalfitana presenta piccole case bianche,clicca per ingrandire l'immagine unite da viuzze strette e ripide o da gradinate, collocate su terrazze a picco sul mare. L'architettura delle case, con coperture a volte e spesso anche un piccolo portico, riconduce a un gusto costruttivo tipicamente mediterraneo.
Assai frequente è il motivo del loggiato o dell'arco. Ugualmente da notare è la chiesa di Santa Maria Assunta, che mostra la grande cupola maiolicata realizzata nel Settecento. All'interno della chiesa, sull'altare maggiore, è posta una Madonna col Bambino dovuta probabilmente a maestranze bizantine del XIII secolo.
Secondo una tradizione si dice che Positano sia stata fondata dagli abitanti di Paestum scampati all'assedio dei Saraceni, nel luogo in cui si trovava un'abbazia benedettina.

 

Ravello

Ravello si presenta come un centro pittoresco ma tranquillo e solitario. Costruito sulle pendici dei monti Lattari, su uno sprone panoramico a 350 metri sul mare tra le valli del Dragone e Reginna, Ravello fu centro importante sotto il Ducato di Amalfi e di cui seguì le sorti. Degne di rilievo sono le numerose residenze degli antichi mercanti, realizzate con un gusto arabo-siculo, che spesso contemplano portali fiancheggiati da colonne antiche. Cittadina di straordinaria bellezza, da cui si gode un amplissimo panorama, fu descritta da André Gide con parole suggestive: "Ravello sta più vicina al cielo di quanto non sia lontana dalla riva".
Villa Rufolo a Ravello conduce con sé il gusto scenografico del paesaggio caro ai Greci, anche se nella sua architettura sono numerosi gli elementi arabi, come ad esempio il motivo decorativo intrecciato nel loggiato verso il cortile. Il giardino, che è ricco di piante esotiche e permette un bellissimo panorama, viene descritto da Boccaccio nel suo Decameron: "pratelli da torno con giardini meravigliosi e con pozzi d'acque freschissime (...). Luoghi piacevoli assai per li quali ciascuno a suo piacere solazzandosi vada"; anche Richard Wagner, tra quei profumi esotici, trovò le note per evocare il magico giardino di Klingsor nel "Parsifal".
Ancora a Ravello si trova Villa Cimbrone, arredata con gusto neogotico, mescolando elementi moreschi ed antichi. Da una terrazza, scandita da busti antichi, la villa offre uno spettacolare belvedere da cui si abbraccia la Costiera Amalfitana e il Golfo di Salerno fino a punta Licosa.
Il primo vescovo della città fece costruire il Duomo; questo si data al XII secolo, ma mostra sostanziosi interventi settecenteschi. Il portale marmoreo, incluso nella semplice facciata reca una porta bronzea eseguita nel 1179 dallo scultore Barisano da Trani. Il campanile, elegante e armonioso, con bifore e archi intrecciati risale al XIII secolo. L'interno della Cattedrale mostra, nella navata mediana, un pergamo sostenuto da colonne tortili, interamente ricoperto da mosaici e rilievi. L’opera, che si data al 1272, è stata eseguita da Niccolò di Bartolomeo da Foggia.
S. Giovanni del Toro. Tre absidi con altrettante cupole dal motivo ad archi intrecciati caratterizzano questa chiesa, che fu fondata nel XII secolo. Il pulpito è ornato di bacini persiani e di affreschi del 1300.
A luglio si svolge il Festival musicale wagneriano.

 

Sorrento

Veduta della costiera amalfitanaCittadina in provincia di Napoli, sorge tra agrumeti e giardini, sopra un terrazzo tufaceo a picco sul mare, sorge Sorrento. Nota anche per la produzione di arance e limoni, noci e vini pregiati, la leggenda vuole che il nome della città sia legata al culto delle Sirene. Cuore della città è la piazza Torquato Tasso che prende il nome dall'illustre poeta nato nella cittadina.Duomo di sorrento - il pulpito
La Villa Comunale reca un giardino con palme dal quale si gode una bellissima vista sul mare. Il Museo Correale di Terranova ha la sua sede nell’omonimo palazzo settecentesco e custodisce una collezione di opere di arti minori risalente al Seicento e al Settecento. Le collezioni furono costituite da Alfredo e Pompeo Correale, autentici mecenati e fautori della pittura napoletana. Nel museo si trovano mobili, maioliche, marmi greci e romani, vasi e suppellettili, opere di ebanisteria e intaglio, orologi. Da segnalare proprio la collezione di dipinti di scuola napoletana tra Seicento e Ottocento, tra cui si possono ammirare gli esiti della cosiddetta "Scuola di Posillipo".
Il museo include anche un parco il cui bel viale alberato conduce a un magnifico belvedere.

 

Vietri sul Mare

La ceramica di Vietri sul Mare ha origini antichissime, che risalgono ai primi anni dell'anno Mille, ai tempi in cui il centro abitato era un porto di passaggio per la vicina "Città della cava", oggi Cava dei Tirreni, sede dell'Abbazia benedettina della SS. Trinità.
Sull'esempio di Amalfi, i traffici marittimi con l'Oriente di Cava e di tutte le cittadine campane erano strettissimi, favorendo la circolazione di oggetti d'uso quotidiano e, in misura minore, di manufatti artistici necessari gli uni, alla sopravvivenza delle comunità in continua espansione, gli altri a scopi commerciali.
E nel vallone che collega il Tirreno con Cava cominciarono a nascere le prime industrie ceramiche autoctone, dalle quali doveva svilupparsi una delle più antiche e apprezzate tradizioni ceramiche italiane.
Ma è solo a partire dal XVII secolo che la produzione ceramica di Vietri è documentata con certezza: a quest’epoca risalgono infatti molte delle edicole e dei pannelli votivi incastonati nei muri delle abitazioni del paese.
Accanto all'importante produzione di oggetti che soddisfacessero le esigenze spirituali dell'uomo c’è anche una grossa produzione di manufatti d'uso quotidiano, durata per tutto l'Ottocento: piatti, brocche, pentole, oggi raccolte nel locale Museo della Ceramica o da collezionisti privati.
La produzione ceramica a Vietri continua ancora oggi, dopo l'importante impulso datole dalle presenza di artisti stranieri, tanto da parlare di un "periodo tedesco", databile negli anni Venti di questo secolo. I tedeschi Günther Stüdemann, Richard Dölker e Elle Schwarz tra gli altri promuovono un recupero dei decori, spesso realizzati su sfondo nero per meglio sottolineare i contrasti cromatici.