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Camping ESCA

 



  
   


   


  

 

Il Cilento è la zona in cui la fauna naturale riesce a trovare maggiore protezione: qualche specie è stata introdotta o reintrodotta (cinghiali, daini, lepri) e si ricordano inoltre le volpi e, più rari, i lupi. Le pianure, un tempo acquitrinose, ospitavano numerosi uccelli palustri, come folaghe e aironi; alcuni colonizzano ancor oggi i piccoli laghi costieri (lago di Patria, nella piana del Volturno); deriva il suo nome da "cis Alentum", di qua dell'Alento, un piccolo corso d'acqua, lungo una trentina di chilometri, che doveva avere una certa importanza nell'antichità, se presso la sua foce i greci fondarono una loro colonia, Elea (Velia), dove fiorì una delle maggiori scuole del pensiero filosofico greco, la scuola eleatica appunto.

Il Cilento è una regione storico-geografica della Campania meridionale; eminentemente montuosa ed estesa per circa 2.400 km², si protende a ovest nel mar Tirreno con una costa alta e dirupata, tra il golfo di Salerno e il golfo di Policastro. A est la profonda depressione chiamata Vallo di Diano, percorsa dal fiume Tanagro, rappresenta una separazione molto marcata dalla dorsale dell'Appennino lucano. Il territorio della regione, molto accidentato da una serie di rilievi che superano i 1700 m.; le cime più alte sono i monti Sacro (o Gélbison) m. 1705, Mòtola m. 1700, Alburno m. 1747, Cervati m. 1899, la massima cima situata interamente in territorio campano. Oltre all'Alento, i corsi d'acqua principale sono il Lambro, il Mingardo e il Bussento. Impervio e poco popolato, ha spesso i centri abitati, a parte quelli costieri, a considerevole altezza (alcuni derivano da antichi monasteri benedettini), sopra i 600 metri. È terra di grandi paesaggi, di castelli nell'interno, di solitarie torri di avvistamento sull'incantevole costa, di insenature, di porticcioli di vetusta tradizione marinaresca, di spiaggette sabbiose. Tali paesaggi sono tutelati dal "Parco del Cilento e del Vallo di Diano", istituito nel 1991 ma non ancora attrezzato, che con i suoi 215.000 ettari copra quasi tutta la parte meridionale della provincia di Salerno. A Parigi, giugno 1997, è stato deciso all'unanimità di inserire il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, nella prestigiosa rete di Riserve Naturali dell'Unesco.

La sua economia si basa sullo sfruttamento forestale dei boschi di castagno e di querce sui versanti montani, orticoltura e coltivazioni soprattutto legnose - olivi, agrumi, fichi- negli esigui lembi pianeggianti. Maggiore sviluppo presenta invece il turismo costiero, grazie agli splendidi panorami del litorale cilentino (qui è situato il celebre promontorio di capo Palinuro). Molti centri medievali di altura si sono duplicati sulla costa, come Camerota (con Marina di Camerota). Tra i centri dell'interno un certo rilievo ha Capaccio, già ai limiti tra il Cilento montano e la piana del Sele, perché sorse dopo l'abbandono, per impaludamento e conseguente diffusione della malaria, della gloriosa Paestum.

La Cooperativa Posidonia, costituita da giovani del Cilento, è nata con lo scopo di far conoscere ai visitatori i paesaggi, gli ambienti naturali, la flora, la fauna e le tradizioni del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, affinché vengano tutelate e capite le esigenze di un ambiente in gran parte ancora incontaminato. Si vuole offrire così al turista la possibilità di avvicinarsi a questa terra con occhio meno superficiale, attraverso una più approfondita conoscenza di un territorio che conosce le vicende umane da millenni.