Ischia è situata all'imbocco nord-occidentale del golfo di Napoli è la maggiore delle isole partenopee ed ha forma quasi trapezoidale. Di natura vulcanica, geneticamente collegata alla regione dei Campi Flegrei, culmina nel monte Epomeo (789 m.), la cui ultima eruzione risale al 1301. L'isola gode di un clima molto mite. Le coste sono frastagliate, con pareti alte alternate a brevi tratti di spiaggia. Anche la morfologia interna è molto movimentata, perché la forma conica dell'Epomeo è stata alterata dai crateri avventizi e dall'erosione, favorita dalla prevalenza dei tufi. Numerosi terremoti colpirono l'isola in varie epoche; ben quindici se ne ebbero nel XIX sec., tra i quali disastroso quello del 1883, che distrusse Casamicciola e fece 2.000 vittime. Oggi si manifestano solo fenomeni di vulcanesimo secondario: fumarole e soprattutto sorgenti termali note fin dall'antichità (sono ricordate da Strabone, Plinio il Vecchio e Stazio). La popolazione si concentra prevalentemente nella fascia costiera ed è distribuita in sei comuni: Ischia, Barano, Casamicciola Terme, Forio, Lacco Ameno e Serrara Fontana. Il suolo, assai fertile, fa prosperare vigneti, che danno rinomati vini (vini dell'Epomeo); agrumeti, frutteti, orti. Nuove e ampie possibilità sono state aperte dal forte incremento del turismo, che si avvale della bellezza e varietà dei luoghi, dell'ottima attrezzatura alberghiera e della possibilità di cure termali (fanghi, ecc.).Le prime documentazioni archeologiche dell'isola, chiamata Pithekûsa dai Greci e Aenaria dai Romani, risalgono all'età del bronzo, con la caratteristica ceramica appenninica. Notevole per la testimonianza degli scambi con il mondo egeo, anche prima della colonizzazione ellenica, è il rinvenimento di ceramiche micenee classificabili tra il 1425 e il 1375 circa a.C. Reperti dell'età del ferro sono stati identificati sulla collina del Castiglione. Presso l'odierna Lacco Ameno sono stati riportati alla luce i resti dell'antica colonia greca di Pitecusa, fondata nell'VIII sec. a.C. da Calcide ed Eretria. In età romana l'isola ebbe scarsa importanza, anche a causa delle frequenti eruzioni vulcaniche. Il Museo di Ischia ospita gli interessanti reperti dell'isola (ceramiche, fibule, sigilli orientali e oggetti egiziani). Da visitare: Ischia Ponte è il nucleo che un tempo era chiamato Borgo di Celsa e tutt'oggi vegliato dal Castello e in cui, nell'eruzione del 1302, gli abitanti vi si rifugiarono per sfuggire alla minaccia della lava.Vi si trovano la chiesa dello Spirito Santo, con all'interno tele del Settecento, e la chiesa dell'Assunta fondata nel XII secolo e rifatta nel XVII secolo e che dal 1810 è la Cattedrale di Ischia. Castello. Fu Alfonso V nel 1438, a costruire il ponte aragonese in muratura per unire Ischia Ponte all'isolotto che già i Bizantini avevano usato come presidio militare e sul quale Carlo I d'Angiò aveva costruito il primo fortilizio. Nella cripta della prima cattedrale, costruita nel 1301 e teatro delle nozze tra Vittoria Colonna e Ferrante d'Avalos nel 1509, si possono ammirare pitture di scuola del Giotto. Più avanti la settecentesca chiesa dell'Immacolata, ora adibita a manifestazioni, adiacente alla quale il convento delle Clarisse. Dalla sommità dell'isola si gode uno stupendo panorama su Ischia, Procida e il golfo. Barano d'Ischia. In bella posizione si può scendere al Lido di Maronti con spiaggia sabbiosa e con, nella parte ovest, sorgenti termali sottomarine e fumarole utilizzate per usi terapeutici e per piscine termali. Belle le visite al Vallone di Cavascura, con grotte e fumarole, e alla sorgente dell'Olmitello con le sue acque minerali. Dal monte Epomeo (m. 788) un bel panorama del golfo di Napoli e del Cilento. Luoghi di Cultura - Ischia Ponte Museo del Mare Via Giovanni, Ischia Ponte - Tel. 081.902319. Orario: lunedì-domenica, aprile-giugno 10.00-12.30/18.30-22.00; novembre-marzo 10.30-12.30; febbraio chiuso. Ingresso: a pagamento. Museo delle Armi Tel. 081.984340. Orario: marzo-novembre, lunedì-domenica 9.30-20.00; chiuso gli altri mesi. Ingresso: a pagamento. - Lacco Ameno Villa Arbusto Museo Civico archeologico di Pithecusae P.za S. Restituita salita S. Montano Tel. 900356. Ingresso: € 2.06. Guide, visite guidate, spazi espositivi, bookshop, guardaroba. |